Approccio omeopatico alle patologie tumorali

Introduzione

Questa breve relazione vuole essere una piccola finestra sulle mia esperienza clinica nel trattamento di patologia cancerose che colpiscono gli animali da compagnia. La mia opinione è che l’approccio omeopatico al paziente oncologico purtroppo non può seguire protocolli standardizzati, in quanto le molteplici variabili non possono determinare ciò che è giusto o sbagliato attuare nel senso operativo. Credo quindi che sia utile e doveroso da parte degli operatori (Medici Veterinari) condividere esperienze in questo campo per stabilire quali sia i risultati di successo e insuccesso del trattamento omeopatico e quali considerazioni ed analisi si possano estrapolare.

La mia esperienza clinica in oncologia veterinaria non è tale per portare affermazioni per ora esaustive sui risultati ottenuti nel trattamento omeopatico delle affezioni cancerose, ma inizio a raccogliere dati confortanti.

Per questo motivo è nato un progetto ambizioso coordinato dalla Scuola di medicina Omeopatica di Verona che come obbiettivo raccogliere dati sulle patologie cancerose che colpiscono gli animali per farne una banca dati sulla base di una piattaforma condivisibile, dalla quale estrapolare le esperienze al fine di capire quali prospettive possa davvero offrire l’approccio omeopatico a tali problematiche. Il progetto, denominato COSMO, mira ad essere un centro di raccolta dati e un gruppo di studio per le malattie cancerose.

Ciò che ho visto in questi anni di professione è che accanto allo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche e farmaci più o meno mirati (chemioterapici) per contrastare il tumore ovvero di altre soluzione terapeutiche (radioterapia), ho visto accrescere sempre più l’incidenza delle patologie cancerose e di pari passo la mia frustrazione nel loro trattamento, spesso inefficace e dannoso per la vita stessa dell’animale. Le soluzioni che la medicina di oggi propone attraverso svariati protocolli terapeutici mirano a sconfiggere il male del secolo con risultati davvero poco convincenti e costi emotivi ed economici enormi da parte dei veterinari curanti e dei proprietari.

Il trattamento e la cura delle malattie cancerose mette a nudo l’ansia, il senso di impotenza di coloro che cercano di trovare il bandolo di una matassa che si dipana in tutta la sua complessità e in tutte le sue incognite. Talvolta si crede che ottemperare a protocolli terapeutici del dogma scientifico del momento sia l’aver fatto tutto il possibile per il nostri pazienti, dimenticandoci la prima regola della condotta in Medicina che è primum non nocere. Con ciò non voglio assolutamente negare alcuni benefici che la terapeutica e della chirurgia portano in casi di oncologia veterinaria, ma credo che sia il momento per chi si occupa da anni di omeopatia veterinaria, di ribadire il fatto che l’approccio omeopatico a queste patologie può essere applicato come prima scelta, nonostante la ricerca e le validazioni scientifiche sono pressoché inesistenti.

L’unica certezza che, per ora, ho è dettata dalla onestà intellettuale che mi permette di affermare la difficoltà di gestione delle patologie cancerose nella pratica clinica degli animali da compagnia e dagli interessanti ed incoraggianti risultati ottenuti con il trattamento omeopatico.

Le osservazioni dei casi clinici ai quali è stata somministrata una terapia omeopatica in alternativa ai protocolli convenzionali non vuole avere nessun carattere strettamente determinativo, ma osservazionale, certo che l’esperienza da me vissuta è un piccolo tassello di un puzzle che concorre ad aprire un dibattito serio e leale sui risultati delle terapie in oncologia veterinaria in relazione al benessere del paziente, agli effetti benefici e dannosi delle terapie stesse e ai costi economici ed emotivi dei proprietari.

I casi che riporto in questo lavoro non sono esplicativi di una metodologia rispetto ad un’altra, ma sono il suggerimento di un paradigma che vede l’applicabilità dell’omeopatia unicista nel trattamento delle patologie tumorali.

I casi riguardano 3 animali affetti da una patologia tumorale comune (adenocarcinoma) per i quali sono stati somministrati rimedi diversi in tempi diversi sulla base di una prescrizione omeopatica basata sulla totalità sintomatologica nel primo, con prescrizione del rimedio situazionale nella seconda e del rimedio eziologico nella terza.

Casi clinici

CANE (Weimaraner) – ADENOCARCINOMA AL COLON

I tumori intestinali sono rari sia nel gatto che nel cane, rappresentando rispettivamente il 4-9% e il 3% di tutte le neoplasie. I cani sono colpiti a livello del grosso intestino. La maggior parte è maligna. Si rilevano in entrambi i sessi in età media di 7-8 anni. Le cause non sono note,ma uno studio ipotizza il ruolo centrale della proteina p53 (espressione proteica di un gene oncosopressore) nella cancerogenesi.

L’adenocarcimona colorettale può essere distinto in: a. infiltrativo, la forma più aggressiva che dissemina in modo anulare lungo il piano muscolare con associata fibrosi e conseguenti disfunzione viscerale e stenosi; b. ulcerativo e proliferativo, meno aggressivocce ha aspetto di proliferazione verrucosa. Sono neoplasie a crescita lenta e a metastatizzazione tardiva rispetto al momento della presentazione. Il tipo infiltrativi è caratterizzato da metastasi precoci. La neoplasia è palpabile nel 60% dei cani, in genere come massa soffice a struttura irregolare. I segni clinici possono essere già stati presenti per un periodo di 2 settimane- 5 anni. Gli animali possono apparire cronicamente debilitati. L’approccio diagnostico si basa sull’esame clinico con la rilevazione della massa alla palpazione addominale, la colonscopia con eventuale biopsia, esame ecografico dell’addome ed esame istopatologico degli elementi bioptati. La terapia è chirurgica con escissione mediamente laparotomia con la recessione di vari tratti del colon-retto con rispetto dei margini oncologici. La prognosi post-escissionale dei pazienti con malignità è positiva con sopravvivenze di oltre 22-24 mesi nella maggior parte dei casi. In generale la sopravvivenza si è dimostrata più lunga di 7-9 mesi rispetto ai pazienti non operati. La chemioterapia per l’adenocarcimona colorettale ha poche indicazioni ma va precisato che il suo reale ruolo non è stato ancora investigato.

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Figlio di Demi Moore, nato al 64-65 giorno, cucciolata di 4, primogenito, gli altri cuccioli sono morti subito dopo il parto (sospettato Herpesvirus).

2° genito: sventramento della fascia addominale, portato subito dal vet, ma morto. Demi: tratattata con ossitocina. 3° e 4° geniti poco vitali che non si sono attaccati alla mammella, il 3° non riusciva  a poppare è stato abbandonato sotto il fieno e morso al torace dalla madre. Marte accudito dalla mamma fino al 30° giorno ma non ha mai poppato. A poco più di un mese andatura incerta sul

posteriore, sembrava quasi che non vedesse e non ci seguisse. Il veterinario al momento disse che era cieco.

Visita oculistica: microfachia bilaterale, trattato con Doprovet ® + vitamine. Esami ematici: Ca 12,4; Phos 10, 7>> . Test per intolleranze alimentari a causa di feci molli e poltacee : NEG.

Tornato a casa da una gara, la diarrea che aveva anche prima di partire è diventata emorragica con sangue scuro, maleodorante trattata con Bimixin ® e Ranitidina ®.

Giardia +, salmonella +, E.Coli +., Prot.tot <, PHOS >, BUN>, trattata con Stomorgyl ®.

Ottobre: varie ecografie per sospetto Corpo Estraneo al colon, trattate con Baytril ®. Biopsia stomaco e colon = cell. Infiammatorie, ma continua ad avere feci con sangue vivo, trattato con Konakion ®.

Tiflectomia + biopsia: adenocarcinma ben differenziato.

Novembre: Rx, no metastasi, no carcinoma infiltrante, suggerita chemioterapia.

Visita Omeopatica

OBS: Invita al gioco, è sempre in cerca del contatto, si appoggia a Demi mooore o Rachel, pulisce gli altri cani. Tonsille lievemente iperplastiche. Dorme in box esterno assieme agli altri cani, socievole da sempre , molto obbediente, soprattutto quando è buio, cambia molto di notte, sta sempre molto vicino agli altri cani. Nessun problema con fucile, botti e tuoni e lampi (è un cane da caccia!!!)

Cibo: Hill’s nature best, ora I/D. Mangia frutta, mangime dei cavalli, cacche di cavallo. Mangia avidamente, prima dell’intervento era più elegante nel mangiare. E il più irrequieto degli altri, è quello che si muove per primo, vuole sempre giocare. Meteorismo intenso. Fortemente cachetico.

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OPIUM 200 CH 3 gocce BID

Dicembre: sta benissimo, non ha mai giocato così tanto. le feci sono formate. Nessun segno di emorragiche.

Continua con OPIUM

Gennaio: gioca sempre, ma è meno piagnucoloso se lasciato da solo nel box, prima guaiva e abbaiava. ora meno. Feci normali.

Febbraio: controllo ecografico: nessun segno di infiltrazione tumorale.

Placebo BID.

Fine Febbraio: episodio di feci liquide scure, acide con lievissima striatura di sangue, con odore nauseabondo. Grave meteorismo. Cerca sempre di stare vicino a qualcuno, dorme sempre vicino a qualcuno.

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ARSENICUM ALBUM 30 CH 5 GOCCE TID

Dopo soli 3 giorni di ARS le feci sono cremose e non liquide, no sangue.

Marzo: alterna periodi di feci normali e feci morbide.

Irrequitezza, si veglia all’improvviso nel sonno, si alza e cerca sempre il contatto.

Luglio: ingrassato, sta molto bene, le feci sono formate. No sangue. E’ calmo, tranquillo, riposa bene. E’ socievole con tutti cani. Ha paura del buio, tanto da non salire le scale se c’è la luce spenta. Si spaventa per rumori forti. Ha diarrea solamente se il giorno prima va in esposizione, oppure se c’è qualche cambiamento in casa. Quando è in giardino con gli altri sta bene. E’ irrequieto quando è in casa, continua ad alzarsi, si siete, si riposa, si alza. Si veglia all’improvviso nel sonno, si alza.  Atteggiamento lievemente mancino delle zampe posteriori. Sviluppo scheletrico lento.

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CALCAREA PHOSPHORICA 200 CH 3 GOCCE BID

Ottobre: Si allontana da casa senza paura. Se sta in casa è tranquillo e fa FECI perfette. Vitale giocoso, portato ad una gara ed è stato perfetto. ECOGRAFIA: lieve ingrandimento dei linfonodi mesenterici, resto nella norma. Sta benissimo.

CAL-PH 1000 CH monodose

CANE (Pastore Maremmano) – ADENOCARCINOMA PROSTATICO

Le affezioni della prostata, così come nell’uomo, anche nel cane si manifestano nei soggetti non più giovani. Di solito l’insorgenza è piuttosto subdola e via via diventa sempre più evidente. Qualche accenno circa l’anatomia di quest’organo: è una struttura anatomica esclusiva dell’apparato genitale maschile ed è situato normalmente all’interno della pelvi, cavità anatomica delimitata dalle ossa che compongono il bacino; più semplicemente si può dire che è situata tra vescica ed ano. Si tratta di una struttura che avvolge completamente l’uretra nel tratto del collo della vescica ed ha una forma rotondeggiante suddivisa in due lobi da una linea mediana. Sotto l’aspetto funzionale, questa è una ghiandola sessuale che ha il compito di secernere un liquido, detto secreto prostatico, che costituisce un’importante frazione dello sperma e rappresenta il substrato in cui gli innumerevoli spermatozoi trovano la giusta motilità.  Nel caso di patologia prostatica, la qualità del liquido prostatico elaborato potrebbe subire delle modificazioni, sia fisiche che chimiche, e questo potrebbe indurre un calo del potere fecondante degli spermatozoi. Infatti, quando la quantità del liquido prostatico prodotto diminuisce sensibilmente di volume, anche la quantità di sperma immessa nella vagina della femmina sarà molto ridotta e quindi insufficiente per consentire la penetrazione in utero di un numero appropriato di spermatozoi affinchè avvenga la fecondazione di un’ovocellula. In caso di prostatite anche la qualità del liquido prostatico potrebbe subire delle alterazioni, un dato importante è spesso rappresentato dall’aumento del pH che ne altera la mobilità degli spermatozoi eiaculati e ne determina l’infertilità del soggetto. Il normale funzionamento della prostata, che va dallo sviluppo dell’organo stesso all’attività secretoria, dipende dall’attività ormonale dei testicoli ed esattamente dall’ormone sessuale, qual è il testosterone e i suoi derivati. Saper riconoscere precocemente i sintomi che il cane manifesta quando insorgono i primi disturbi prostatici sarebbe l’ideale per ogni padrone ed ancor più per gli allevatori, quando hanno stalloni importanti non più molto giovani e sperano di poter prolungare il più possibile la loro carriera riproduttiva, questo anche per poter avviare tempestivamente le cure del caso. Avendo già premesso che la prostatite affligge i cani maschi anziani di tutte le razze, è opportuno precisare che la fascia di età in cui comincia “il rischio prostata” è dopo il settimo-ottavo anno di vita, fatta qualche rara eccezione di soggetti giovani. Dopo quest’età sarà opportuno che almeno una volta all’anno, quando si va dal veterinario per le normali vaccinazioni, si faccia fare anche un preventivo controllo della prostata. L’indagine più semplice consiste in una rapida esplorazione digitale rettale che, se condotta correttamente, è del tutto indolore e consente di valutare in pochi secondi dimensioni, simmetria e posizione dell’organo, oltre a poter evidenziare eventuali segni di dolenzia. Inoltre, durante l’esame clinico, di notevole importanza è la palpazione addominale che mira ad accertare un’eventuale dilatazione della vescica o la presenza di una massa ascessuale a carico della prostata. Tutti questi segni clinici possono servire a dare utili indicazioni diagnostiche immediate, ma meritevoli di successivi approfondimenti diagnostici che si avvalgono anche di mezzi strumentali come l’indagine ecografica, rx, esami bioptici, contrastografici e colturali dei quali parleremo più avanti. La prostata può essere sede di diversi tipi di disturbi ed a seconda dell’entità dei tessuti colpiti ne scaturisce la gravità della malattia.  Fra le diverse patologie prostatiche la più frequente è l’ipertrofia prostatica benigna che, nell’ambito dei processi di invecchiamento, deve essere considerata come un’evoluzione quasi fisiologica. Consiste in un aumento di volume della prostata, ovvero in una proliferazione benigna degli elementi cellulari della ghiandola, dovuta ad un’alterata stimolazione ormonale testicolare, che è frequente insorgere con l’avanzare dell’età. Quando l’ipertrofia prostatica è di modesta entità, spesso passa inosservata, mentre, quando la patologia diventa conclamata, si manifestano sintomi clinici specifici che sono comunque comuni in tutte le diverse forme di affezioni prostatiche e consistono nella perdita spontanea di alcune gocce di sangue, presenti ad intermittenza, che si evidenziano al di fuori della minzione e sono spesso rilevabili, oltre che sul pelo intorno all’apertura del prepuzio, o sulle zampe posteriori, anche sul pavimento dove il cane abitualmente staziona. Molto spesso, quando il cane urina, il sangue è presente soltanto all’inizio, misto alle prime gocce di urina. Inoltre, fra gli scoli uretrali e nelle stesse urine, spesso si apprezza la presenza di pus. Un altro sintomo patognomonico, quasi sempre concomitante con quelli già descritti, è la difficoltà di urinare, oltre che di defecare. E’ spesso accompagnata da un’evidente dolorabilità che il soggetto prostatitico manifesta rimanendo a lungo nella posizione di defecazione e compiendo frequenti e ripetuti tentativi quando deve urinare. Per l’ipertrofia prostatica benigna, la terapia che solitamente viene praticata e che riesce a tenerla sotto controllo, consiste in una somministrazione giornaliera di un farmaco a base di un estratto vegetale. Difficilmente nell’ipertrofia prostatica benigna si fa ricorso a misure terapeutiche più severe, come la somministrazione di farmaci ormonali (estrogeni), né vengono utilizzate sostanze antiandrogene.  C’è poi la prostatite batterica acuta sostenuta da infezioni batteriche. Nella sua caratteristica forma acuta, oltre a manifestare i sintomi già descritti nella forma ipertrofica benigna, ce ne sono soprattutto altri d’ordine generale spesso molto allarmanti. In primo luogo febbre alta, poi inappetenza, vomito, forte dolorabilità sul treno posteriore ed altri ancora che di solito finiscono per prevalere rispetto a quelli della causa primaria. Sempre a seguito delle infezioni batteriche, a volte si possono verificare dei casi di ascessi prostatici, situazione questa piuttosto insidiosa, perchè la possibile rottura di uno degli ascessi in addome potrebbe costituire un grave pericolo di peritonite, oltre al fatto che già di per se rappresenta un’entità patologica di difficile guarigione. I microrganismi ritenuti responsabili delle infezioni prostatiche sono soprattutto quelli gram-negativi, come Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli e Proteus mirabilis. Per curare le forme ascessuali della prostata, si deve procedere a delle indagini batteriologiche al fine di identificare l’agente causale specifico e far seguire una terapia antibiotica mirata. Quando invece si è in presenza di una forma di prostatite cronica, dove l’alterazione della struttura della ghiandola è dovuta ad infezioni di vecchia data e poco rispondente all’azione degli antibiotici ed antinfiammatori, deve essere presa in considerazione un’altra soluzione qual è l’uso di farmaci inibitori degli ormoni androgeni, oppure si deve fare ricorso alla castrazione del soggetto. Un altro aspetto di patologia prostatica è rappresentato dalle cisti prostatiche, formazioni che a volte raggiungono dimensioni così grandi che alla palpazione possono essere confuse con la vescica. Pur tuttavia anche la prostata del cane può essere colpita da processi neoplastici maligni. Si tratta di evenienze di raro riscontro, infatti l’incidenza di carcinoma prostatica nel cane viene stimata in una percentuale molto bassa al di sotto dell’1%. Fra i cani di media e grande taglia, tra gli otto ed i dieci anni, viene maggiormente rilevato l’endocarcinoma prostatico. I sintomi che vengono a manifestarsi in questa gravissima forma di prostatite vanno da una significativa perdita di peso corporeo, imputabile alla particolare condizione del soggetto canceroso, alla concomitante presenza di tutti gli altri sintomi già descritti per le altre forme di prostatiti. Per una diagnosi certa bisognerà sempre procedere ad un esame ecografico, dal quale apprezzare segni specifici indotti della neoplasia. Inoltre, quando si teme una formazione tumorale, per una diagnosi di assoluta certezza, si deve procedere ad un prelievo bioptico per via transrettale, consistente nell’asportazione di piccoli frammenti di tessuto prostatico sul quale verrà eseguita la diagnosi istologica, che è il metodo più sicuro in assoluto per accertare la presenza di un carcinoma della prostata. Il carcinoma prostatico è sempre molto invasivo, ma diventa altamente drammatico quando metastatizza diffondendo in altri organi.

Visita omeopatica

Gennaio

Presenza di urine con sangue e difficoltà alla minzione.  Eczema al padiglione esterno delle orecchie (trattato con SULPHUR 5 CH, ma sta bene solo per 20 giorni). E’ molto buono con i proprietari, accetta tutti, anche gli altri animali, mai aggressivo, si lascia maneggiare facilmente, ma non dal veterinario e dagli estranei. E’ stato morso all’orecchio da un Dobermann e da allora quando vede un cane grosso diventa aggressivo.

OBSERVATION: questo animale non drena i liquidi prostatici per repressione sessuale.

Esame ecografico: prostata di 7-8 cm di diametro con presenza di parenchima prostatico disomogeneo, cisti prostatiche e paraprostatiche di dimensioni notevoli.

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Biopsia transrettale: Adenocarcinoma prostatico

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SABAL SERRULATA 4D 5 GOCCE BID

CARCINOSINUM 200CH BID.

Maggio

Esame ecografico: cisti prostatiche di 5 mm, cisti paraprostatiche scomparse. Prostata con parenchima normale di 4 cm. Condizioni generali ottime.

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Giugno

Dermatite pruriginosa sulla guancia destra che provoca molto prurito.

SULPH 200 monodose. Split dose in due giorni consecutivi in acqua di bevanda.

Novembre

Il carattere è dolce, si fa visitare abbastanza agevolmente. Neoformazione perianale di 2 cm a ore 5. In questi giorni c’è il gatto di casa che sta male (IRC), lui gli fa da balia e lo lecca e lo accudisce.

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CARC 1000 CH 5 gocce SID

Dicembre

Neoformazione perianale di 2 cm.

Marzo

Neoformazione perianale di 1 cm.

FELINO (Europeo) – ADENOCARCINOMA INTESTINALE

Anamnesi

25-09-02 Deficit neurologico posteriore con forte dolorabilità T=37.8°C ma gioca e mangia normalmente, feci non compatte, vaccinato da 1 settimana, LFD aumentati di volume, migliorato con cortisone. Dopo alcuni giorni forte peggioramento à THUJA 200 CH MONODOSE

Dopo 5 giorni sta in piedi senza nessun problema.

16-11-02 Diarrea da qualche giorno, trattata con Mycoln ®, Colopten ®, Dissenten ®.

02-12-02 Diarrea mucosa, trattata  con Diarsanyl®, Dissenten®, associata ad episodi di vomito, LFD aumentati di volume. Diarrea maleodorante con appetito, trattata con Podophyllum 30 CH,  Kibis ® e Mylicon ®.

12-05-03 Diarrea, LFD aumentati volume. FIV + FELV –

Ottobre

In terapia con Ranydil ® 0,3 ml Bid e Sucramal ® 1/4 cpr BID da due mesi. Presenta vomito continuo. Vomita crocchette e succhi. Vomito cronico, infiammazione cronica dello stomaco. Vomita anche di notte, nonostante mangi di più di notte.  E’ in cura da Dicembre (un anno di terapia) e per un periodo avevamo risolto il problema con Sucramal ® e Ranydil ® ma poi è peggiorato.

Visita omeopatica

Quando vomita si va a nascondere sotto il letto, e digrigna i denti. E’ molto affettuoso. Quando parliamo tra di noi inizia a miagolare forte, anche se sono al telefono, mi chiama per portarlo a letto. Quando vado a letto viene sotto il panno e si addormenta. Quando lo sgrido lo vedo rassegnato, ma per poco perchè poi mi corrompe con un po’ d coccole. Per 3 anni viveva in casa e fuori, ora vive solamente in casa. Con gli estranei non si nasconde, fiuta e si avvicina. Anzi va in braccio e pancia all’aria anche con sconosciuti.

CIBO: mangia Intestinal ®, lui mangerebbe della carne, se faccio del pollo lo mangia.

GEN: Se in casa da solo dorme sotto il lenzuolo, anche d’estate se fa molto caldo.

Linfonodi ingrossati.

Sempre vaccinato con Trivalente e Leucemia.

Esame ecografico: Massa addominale, localizzata a livello del colon, di 5 cm. Sospetto ADENOCARCIMONA INTESTINALE.

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Gennaio

Sta meglio, è leggermente ingrassato, gli episodi di vomito si sono ridotti del 70%, vomita cibo. Feci nella norma, tranne in questi giorni che presenta feci liquide, appetito mantenuto.

Beve molto più del solito e a volte non trattiene l’acqua. Digrigna continuamente i denti. E’ molto insistente quando non gli do attenzioni, inizia a miagolare.

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PHOSPHORS 200 CH 3 GOCCE SID

Febbraio

E’ sempre molto magro, mangia abbastanza, è sempre insistente quando non gli si danno attenzioni. Nessun episodio di vomito, feci nella norma.

Esame ecografico: Massa intestinale presente, 3 cm X 2,5 cm. Immagine molto meno disomogenea.

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PHOSPHORUS 200 CH 3 GOCCE BID

Maggio

Carattere invariato, no vomito, feci con consistenza altalenante. Presenta anisocoria.

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PLUMBUM 15 CH 3 granuli 4 volte al dì sciolti in acqua

Materia Medica di Plumbum

– Rapido ed eccessivo deperimento.

– Gastralgia.

– Vomita costantemente.

Luglio

Ha ripreso a mangiare normalmente, feci compatte, episodi di vomito: 2 alla settimana. Pesa 7 kg.

Esame ecografico: massa intestinale presente di 2,5 cm.

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Anisocoria risolta.

Autore: dott. David Bettio

david.bettio@omeopatia.org

http://olikos.wordpress.com/

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