Il rimedio omeopatico: medicina sociale Di Chand Diwan Harish

– 13 dicembre 1988

IL RIMEDIO OMEOPATICO: MEDICINA SOCIALE

INDIA – Dr. Diwan Harish Chand.

SOMMARIO: Dato che la terapia con vaccino si basa sul principio Omeopatico, per quale motivo gli omeopati non amano farne uso? I motivi sono due: uno riguarda il modo di somministrazione che è generalmente parenterale che non è considerata la via di entrata naturale della malattia; l’altro motivo riguarda le dosi.

(Atti del Convegno trasnazionale sul tema “Rimedio omeopatico: il non farmaco. Una proposta di riconoscimento” – Roma, 12 e 13 dicembre 1988).

Contesto storico

L’interesse per la salute è antico quanto l’umanità.

Nell’antica mitologia dell’India si narra dello spumeggia-re degli Oceani (samundra manthan) in un tentativo di ottenere l’elisir di lunga vita (Amrit kumba) che viene mostrato negli antichi dipinti in un vaso tenuto da Dhanvantari, Dea Indiana della Medicina.

Tra le rovine ben conservate della civiltà del Gange Indiano di circa 5.000 anni fa possiamo vedere case con bagni annessi, reti idrauliche ben costruite ed un elaborato sistema di fognature, non soltanto per le singole case, ma per l’intera città. C’è anche un enorme fogna di circa due metri di diametro.

Fin dal quarto secolo a.C. ci sono stati ospedali per esseri umani e per gli animali. Ciò non soltanto in India, ma anche nei paesi vicini, come menzionato da Magestene, un Greco che visitò l’India nel 300 a.C.. Si facevano autopsie medico-legali ai tempi del regno di Chandragupta (327-297 a.C.) e nascite e morti venivano registrate ed era obbligatorio notificare le malattie infettive.

Quanto sopra parla chiaro per quanto riguarda la considerazione in cui venivano tenuti igiene e medicina sociale a quei tempi.

Nella mitologia occidentale Igea, figlia di Esculapio (1200 a.C.) è stata venerata come la Dea della Salute donde il sostantivo igiene.

Nel primo secolo a.C. il fulcro della civiltà si spostò a Roma, dove ho il privilegio di trovarmi oggi. I Romani impararono la pratica medica dai Greci, ma essi avevano un maggiore senso pratico e un forte senso dell’igiene.

Costruivano strade e per mezzo dei loro acquedotti portavano acqua pura alle loro città, prosciugavano le paludi per combattere la malaria, costruivano reti fognarie e ospedali per i malati.

In tempi più recenti, il concetto di salute pubblica nasce in Inghilterra verso il 1840. I mali della rivoluzione industriale e la propagazione di malattie infettive portarono ad un rapido miglioramento del concetto di salute pubblica. Sorprendentemente fu l’epidemia di Colera dall’Asia a dare impeto a questo miglioramento. Pertanto il Colera è stato definito il “Padre della salute pubblica”.

Benchè l’idea di medicina sociale fu ventilata da Neumann a Berlino nel 1847, fu soltanto durante la seconda guerra mondiale che il termine incominciò ad essere usato. In effetti, quando mi laureai in medicina nel 1945 la materia era ancora chiamata Igiene e le specializzazioni post-laurea vanno ancora sotto il nome di Salute Pubblica. In passato, e in un certo senso ancora oggi, nell’insegnamento medico e nella pratica medica, l’interesse non era focalizzato sull’individuo come persona, ma su una parte specifica del suo organismo che funzionava in maniera imperfetta; non sulla prevenzione della malattia e lo sviluppo della salute, ma sul trattamento e la cura di condizioni di malattia; non sulle cause sociali della malattia ma unicamente sugli effetti immediati sull’individuo.

La medicina quindi non rendeva alla società il migliore dei servizi e le malattie che avrebbero potuto essere prevenute e morti premature che la medicina cercava d’impedire erano all’ordine del giorno. Per i paesi del terzo mondo questo è stato sottolineato in un articolo sul Lancet del 1976 pp. 1012-1013. Il dottor Morley scrive quanto segue sotto il titolo “Palazzi di malattie per pochi eletti”:

“Benchè tre quarti della popolazione dei paesi in via di sviluppo viva in zone rurali, tre quarti della spesa medica si riversa nelle zone urbane, dove vivono tre quarti dei medici.

Tre quarti della mortalità è causata da condizioni che possono essere evitate a basso costo, ma tre quarti del bilancio per la medicina viene speso nei servizi di cura per pochi eletti e a costi elevati.

Gli ospedali, o ‘palazzi della malattia’ e l’approccio specialistico alla cura della salute, hanno interesse che queste istituzioni continuino a prosperare e negli ultimi venti anni hanno fatto di tutto per ostacolare il progresso in fatto di medicina nei paesi in via di sviluppo. Questi ospedali non addestrano il tipo di personale sanitario necessario; non intraprendono il tipo di ricerca richiesta dalla comunità, nè servono come punto di riferimento”.

Questo è un ben triste commento sugli obiettivi errati della pratica medica – anzichè sulla prevenzione della malattia a bassi costi, l’enfasi viene messa sulla cura dei pazienti che hanno già contratto la malattia, cosa che comporta costi ben più elevati.

Una pubblicazione dell’OMS fa notare che l’obiettivo della medicina sociale è di assicurare la salute della popolazione.

I suoi compiti sono delineati come segue:

1) Accertare lo stato di salute della popolazione e il suo svi-

luppo.

2) Valutare le condizioni igieniche dell’ambiente.

3) Trovare metodi e mezzi per promuovere la salute della popola-

zione e prevenire l’invalidità dovuta a malattia.

4) Organizzare strutture per il trattamento medico e la riabili-

tazione dell’intera popolazione.

5) Controllare le condizioni igieniche dell’ambiente.

6) Controllare il tasso di natalità per assicurare lo sviluppo

armonico della popolazione.

I punti 1, 2, 5, 6 sono comuni a tutti i sistemi di medicina e come tali non suscitano polemiche.

In effetti, Hahnemann, quale pioniere in questo campo, scrisse numerosi articoli pubblicati in “Friend of Health” (la famosa rivista medica dell’epoca) negli anni 1792-1795. Le misure preventive e i trattamenti medici menzionati ai punti 3 e 4 possono essere considerati in maniera diversa dall’omeopata e dal medico ortodosso e quindi ne parlerò in seguito.

Il termine più recente applicato al campo della medicina sociale è Salute Comunitaria. Sotto questo titolo si vuole elencare tutti i servizi sanitari disponibili (es. cure mediche, salute post-natale e prenatale, servizi per la pianificazione familiare, igiene ambientale, servizi di laboratorio di analisi, programmi per il controllo delle malattie, educazione sanitaria) e alla portata della gente.

L’impulso principale della scuola ortodossa in fatto di profilassi è l’uso di vaccini per le diverse malattie infettive.

Il programma abitualmente raccomandato dai centri sanitari in India è il seguente:

PROGRAMMA D’IMMUNIZZAZIONE

________________________________________________________________

Età | Vaccino | No. di dosi | Malattia

____________|_____________________|_____________|_______________

Donne | | |

gravide | | |

16-36 | | |

settimane | TT | 2 | Tetano

| | |

Neonati | | |

3-9 mesi | DPT | 3 | Difterite,

| | | Tosse convulsa

| | | Tetano

| Polio | 3 | Poliomielite

| BcG | 1 | Tubercolosi

9-12 mesi | Morbillo | 1 | Morbillo

18-24 mesi | DPT | 1(richiamo)|

| Polio | 1(richiamo)|

4-5 anni | DPT/Polio(richiamo) | |

Dopo i 5anni| TT/Polio(richiamo) | |

| | |

non | | |

obbligatorio| Tifo, Colera ed | |

| altri se necessario | |

____________|_____________________|_____________|_______________

Dare una dose se già precedentemente vaccinati.

A questa lista si può aggiungere la Parotite e la Rosolia fatta con la vaccinazione contro il Morbillo (come MMR). Ci sono poi i vaccini speciali per la meningite, la rabbia ed altre malattie, mentre l’ultimo in India è il vaccino per l’encefalite giapponese.

La terapia del vaccino è una parziale accettazione dell’Omeopatia poichè viene applicato lo stesso principio dello stesso o del simile. Vale la pena menzionare quanto scritto da alcuni ricercatori in questo campo.

Emil Von Behring (1854-1918), uno dei fondatori dell’immunologia e della terapia con sieri alla fine del secolo scorso e all’inizio di questo si rendeva conto dello stretto legame dottrinale con la terapia Omeopatica. Egli sosteneva che:

“Malgrado le speculazioni scientifiche e gli esperimenti relativi alla vaccinazione contro il vaiolo, la scoperta di Jenner era un ostacolo alla medicina finchè Pasteur, privo di qualsiasi cultura accademica, rintracciò l’origine di questo mezzo terapeutico a un principio che può essere definito soltanto con la parola di Hahnemann ‘Omeopatico’.

Infatti, cos’altro causa l’immunità all’epidemia delle pecore vaccinate contro l’antrace se non l’influenza esercitata precedentemente da un virus simile a quello del virus letale dell’antrace? E con quale termine tecnico possiamo parlare dell’influenza esercitata da un virus simile se non con la definizione di Hahnemann ‘Omeopatia’? (Brian Inglis, The Case for Unorthodox Medicine, New York: G.P. Putman’s Sons, 1964).

Sir Almreth Wright, il sommo sacerdote della terapia con vaccino sembra aver detto: – E’ Omeopatia, lo so, ma l’ho scoperto da solo -. Un’altro esperto di vaccini afferma che l’Organon di Hahnemann è il testo più aggiornato esistente in fatto di vaccini”.

Recentemente mi è stato detto che un rinomato immunologo dell’ospedale Sloane Keetering ha detto che “L’Omeopatia è la madre dell’immunologia”.

Dato che la terapia con vaccino si basa sul principio Omeopatico, per quale motivo gli omeopati non amano farne uso? I motivi sono due: uno riguarda il modo di somministrazione che è generalmente parenterale che non è considerata la via di entrata naturale della malattia (nell’Omeopatia la somministrazione del preparato è sempre per bocca); l’altro motivo riguarda le dosi.

Gli omeopati ritengono che causare in questo modo una soppressione artificiale della suscettibilità ad una malattia infettiva può causare uno spostamento del centro di gravità della malattia della popolazione immunizzata a livelli diversi e, probabilmente, più profondi. E’ molto difficile dimostrarlo, ma abbiamo prove di questo spostamento basate sull’emergenza di nuove malattie proprie del 20mo secolo come il morbo del Legionario, la sindrome di Reyes, sindrome tossica e l’AIDS. E’ stato dimostrato che ripetute vaccinazioni portano ad una condizione simile alla sicosi di Hahnemann che a sua volta è responsabile di molte malattie croniche, ostinate e incurabili come l’artrite reumatoide, l’asma, verruche e condilomi e perfino il cancro e così via.

Malgrado tutta la pubblicità a favore della vaccinazione sono sorti dubbi riguardo l’efficacia dell’immunizzazione relativi all’incidenza, gravità e tasso di mortalità.

E’ anche in atto una controversia sulla via di sommini-strazione e sembra che quando questa è diversa tra l’inoculazione e la malattia naturale possono sorgere danni al sistema. Sembra che solo per quanto riguarda il tetano, la difterite e la poliomielite in cui il vaccino Sabin è somministrato per bocca, la via di entrata nell’organismo è la stessa di quella della malattia. Tutte le altre vaccinazioni sono somministrate per vie diverse.

Ciò evita alcuni tessuti e organi connessi con l’immunità e innesta il virus, e ciò può durare a vita, nelle cellule. Ciò può avere conseguenze deleterie di vasta portata che non sono ancora ben conosciute. Inoltre alcune malattie vengono in questo modo spostate ad una fascia di età più avanzata, meno in grado di tollerare la malattia.

Quanto ai vaccini che possono essere causa del cancro ed altre malattie croniche è opportuno rammentare quanto detto nel 1976 dal Prof. Robert Simpson di Rutgers in un seminario destinato ad autori di libri ed articoli scientifici, sponsorizzato dalla Società Americana per il Cancro:

“Programmi d’immunizzazione contro l’influenza, il

morbillo, la parotite, la poliomielite e così via

potrebbero in effetti innoculare i semi di RNA che

formano dei provirus latenti nelle cellule di tutto

il corpo. Questi provirus latenti potrebbero

essere molecole in cerca di malattie; una volta

attivate, in condizioni adeguate, potrebbero

causare una varietà di malattie tra cui l’artrite

reumatoide, la sclerosi multipla, il lupus

eritematoso sistemico, il morbo di Parkinsons e,

forse, il cancro”.

Qualunque analisi rischio/beneficio dell’immunizzazione è necessariamente incompleta a causa della mancanza di dati sugli effetti totali di una data immunizzazione.

“Esistono già modelli adeguati per predire e spiegare che genere di malattie croniche potrebbero sorgere dalla lunga e cronica persistenza di virus e altre proteine estranee all’orga-nismo nelle cellule del sistema immunitario.

E’ noto da tempo che i virus, ad esempio, sono capaci di sopravvivere o rimanere allo stato latente per molto tempo nella cellula che li ospita, senza provocare continuamente malattie acute. Fanno ciò semplicemente attaccando la propria materia genetica come fosse una particella in più o ‘episome’ al genome della cellula ospitante e riproducendosi con essa, ciò che consente alla cellula ospitante di continuare le proprie normali funzioni. Tuttavia alla cellula vengono imposte delle istruzioni aggiuntive per la sintesi delle proteine virali.

Virus latenti di questo tipo sono già stati implicati in tre tipi diversi di malattie croniche e cioè:

1) Malattie acute ricorrenti od episodiche come l’herpes, Herpes

Zoster, verruche, ecc.

2) Malattie da ‘virus lenti’ e cioè, sub-acute o croniche, pro-

gressive, spesso letali come kuru, il morbo di Creuzfeldt-

Jakob, panencefalite sclerotica sub-acuta, e probabilmente la

sindrome di Guillain Barre.

3) Tumori, sia benigni che maligni.

In ogni caso, il virus latente sopravvive nella cellula come elemento ‘estraneo’ e ciò significa che il sistema immunitario deve continuare a cercare di produrre anticorpi in grado di combatterlo fintanto che è in grado di opporre una qualche risposta. Poichè il virus è permanentemente incorporato nella materia genetica della cellula, questi anticorpi dovranno quindi essere diretti contro la cellula stessa.

La persistenza di virus viventi o di altri antigeni estranei dentro la cellula non può fare a meno di provocare fenomeni autoimmunitari perchè distruggere le cellule infette è ormai l’unica maniera per rimuovere dall’organismo questa costante sfida antigene. Poichè le vaccinazioni di routine introducono nel sangue di quasi tutte le persone viventi virus viventi e altri corpi altamente antigene, è difficile sfuggire alla conclusione che il risultato non può essere altro che un significativo numero di malattie autoimmunitarie”.

Un altro problema è quello della contaminazione dei vaccini con elementi estranei e cioè, residui di tessuti organici animali in cui sono coltivati i virus, conservanti a base di mercurio e altri microrganismi accidentalmente introdotti nei vaccini. Tutto considerato, le remote conseguenze delle vaccinazioni, quelle che risultano mesi o anni dopo, non sono mai state valutate in maniera appropriata.

La più controversa è la vaccinazione per la pertosse. Nel 1900 più di 450 su 100.000 bambini morirono negli Stati Uniti di pertosse durante il primo anno di vita. Il 12,2 per 100.000 della popolazione totale. Negli anni 30, prima della vaccinazione di massa contro la pertosse, il tasso di mortalità era sceso al 2 per 100.000 della popolazione.

Le complicazioni dovute alla vaccinazione contro la pertosse includono danni al sistema nervoso centrale, convulsioni, e nei neonati, uno strano fenomeno che consiste in grida continue.

Si ritiene che il rischio di danni al cervello dovuti alla vaccinazione DPT supera di gran lunga l’attuale rischio di mortalità o danni permanenti dovuti alla tosse convulsa o, perfino, in certi luoghi, alla possibilità di contrarre la malattia.

In breve, quella contro la pertosse è una delle vaccinazioni più controverse con reazioni avverse relativamente frequenti ed efficacia relativamente bassa per una malattia che era già in forte calo prima delle vaccinazioni di massa.

Lo storico medico, dottor Harris Coulter ne sottolinea i rischi apportando una notevole documentazione nel suo libro “A shot in the Dark”.

A testimonianza di quanto detto in questo libro vi sono anche due articoli molto interessanti:

1. “The Case against immunizations” del dottor Richard Moskowitz

2. “More about Immunizations” del dottor Nicholas J. Nossaman,

entrambi negli Stati Uniti.

PROFILASSI NELL’OMEOPATIA

Hahnemann, (1755-1843) il fondatore dell’Omeopatia, fu uno dei primi ad apprezzare ed usare le medicine per la profilassi. Nel 1799 quando la scarlattina era letalmente epidemica in Konningslutter, egli scoprì che la Belladonna ne riproduceva i sintomi. Egli l’impiegò sia come cura per i pazienti che come preparato preventivo per coloro che avevano contatti con ammalati. Allora questo preparato non gli venne mai meno e resta tutt’ora un esempio classico.

Si ritiene che la malattia simile o il rimedio simile soddisfi la suscettibilità e crei immunità verso quella malattia. In altre parole, la legge dei simili (similia, similibus curentur) è anche la legge della profilassi.

Nel corso degli anni sono emersi tre diversi metodi nell’omeoprofilassi e cioè l’immunità da una malattia data da un preparato di sintomi simili:

1. Nosodi e rimedi specifici.

2. Genus epidemicus.

3. Rimedi costituzionali.

La preferenza tra i suddetti varia a seconda degli autori e delle diverse condizioni.

NOSODI E RIMEDI SPECIFICI

I nosodi (preparati Omeopatici da materia contaminata da malattia o sostanze patogene inclusi i microrganismi e i virus) sono come i vaccini, ma ne differiscono nel modo in cui sono preparati e sono invariabilmente somministrati per bocca. Queste caratteristiche li rendono privi di effetti collaterali che possono invece esserci in seguito alla vaccinazione convenzionale, come già detto.

Quando una malattia segue sempre lo stesso schema e ogni caso di questa malattia viene trattato con lo stesso Rimedio, questo diventa il Rimedio Specifico preventivo di quella data malattia, come è il caso della Belladonna per la scarlattina.

Segue un elenco di alcuni Rimedi Specifici:

DIPHTERIUM per Difterite

MORBILLINUM ” Morbillo

PULSATILLA ” Rosolia

VARICELLA ” Varicella

PAROTIDINUM ” Parotite

TUBERCULINUM ” Tubercolosi

INFLUENZINUM ” Influenza

MENINGOCOCCINUM ” Meningite

BELLADONNA ” Scarlattina

LATHYRUS SATIVUS ” Poliomielite

IGNATIA ” Peste

CAMPHOR ” Colera

HYDROPGOBINUM ” Rabbia

TETANO-TOXIN ” Tetano

PERTUSSIN ” Pertosse

TYPHOIDINUM ” Tifo

BELLADONNA ” Encefalite giapponese

HIV NOSODO ” AIDS

Alcuni studiosi affermano quanto segue:

MEDORRHINUM per Gonorrea

SYPHILINUM ” Sifilide

PSORINUM ” Psoriasi

L’uso dei suddetti preparati viene definito immunizzazione Omeopatica.

La profilassi con nosodi è più sicura poichè elimina il rischio di anafilassi, shock da siero e gravi reazioni allergiche e non comporta complicazioni da effetti collaterali.

La teoria dell’infezione minima che produce immunità e dell’infezione massima che produce malattia costituisce la base dell’immunologia. Il preparato Omeopatico può produrre anticorpi.

I nosodi preparati con i prodotti delle rispettive malattie sono considerati la cosa migliore per la immunizzazione, poichè contengono la “sostanza semplice” o la dinamica dell’organismo responsabile di malattie specifiche e quindi risvegliano sia gli anticorpi cellulari che quelli umorali.

Nel corso degli ultimi 150 anni uomini di indubbia onestà hanno confermato l’efficacia di alcune di queste misure. Tuttavia, non vi sono stati studi controllati nei laboratori e gli esperimenti non sono stati valutati statisticamente e non possono quindi essere pienamente convincenti.

Un ulteriore problema è talvolta persone diverse sostengono di aver notato gli effetti preventivi di Rimedi diversi e quindi non esiste mai un’opinione unanime. In queste circostanze non possiamo impiegare questi preparati per l’immunizzazione su scala di massa. Inoltre, la potenza scelta e la somministrazione ripetuta non sono state uniformi e ciò rende difficile proporre un simile esperimento al governo o a qualsivoglia istituzione sanitaria.

GENUS EPIDEMICUS

In caso di epidemia, l’omeopata osserva attentamente un numero di casi della malattia che esso vede dall’inizio. I sintomi raccolti in questo gruppo di individui colpiti dalla malattia dà il quadro reale dell’epidemia. Il preparato quindi selezionato sulla base della totalità di questo quadro diventa il genus epidemicus, che viene considerato come la vera cura ed anche il Rimedio profilattico dell’epidemia.

Questo metodo, usato per la prima volta da Hahnemann in un’epidemia di colera, è stato in seguito adottato dagli omeopati in altre epidemie e si è dimostrato valido nel corso del tempo. Inoltre, questo metodo fa sì che l’omeopata possa trovare il Rimedio per una nuova malattia nella Materia Medica esistente e nell’esperienza accumulata con la pratica.

Maniera di agire della medicina preventiva Omeopatica:

Secondo il principio Omeopatico qualsiasi medicina in grado di produrre una serie di sintomi in una persona sana è anche in grado di curare una simile serie di sintomi in una persona malata. Ciò si può definire profilassi individuale.

Il Genus Epidemicus si basa sull’anamnesi dei sintomi di una malattia in una comunità. In base a questa teoria, quando una medicina potenziata viene somministrata in un numero specifico di dosi a una persona sana, si sviluppa una specie di malattia artificiale (puramente clinica) in grado di combattere la malattia naturale che è prevalente in forma epidemica.

Il Genus Epidemicus viene spesso impiegato con successo sia nella cura della malattia che nella prevenzione, come spiegherò in seguito trattando alcune epidemie, ma può essere impiegato soltanto a epidemia già in atto quando i casi iniziali possono essere studiati attentamente.

Non è molto utile nel prevenire l’epidemia a meno di non dipendere sul Genus Epidemicus di una precedente epidemia.

Talvolta il Rimedio per la stessa malattia cambia da un’epidemia all’altra.

Adesso parlerò della mia esperienza di alcune epidemie.

COLERA

Uno dei motivi per cui desidero parlare del colera è che lo ritengo importante nella storia dell’Omeopatia.

L’altro motivo è che io vengo dall’India e si ritiene che la maggior parte delle pandemie hanno origine nel Bengale nel delta del fiume Gange.

Nel 1832 Hahnemann ci da importanti informazioni circa la cura del colera. Il tempo a mia dipossizione non mi permette di dilungarmi su quanto egli ha detto sull’origine e la diffusione di questa malattia. Egli aveva percepito la natura infettiva del colera e quanto scrisse può considerarsi tra la prima documentazione sulla batteriologia prima dell’uso del microscopio e l’effettiva visualizzazione dell’organismo infettivo verso la fine del 19mo secolo.

La cura dei casi di colera in molti paesi ebbe un tale successo che gli omeopati venivano chiamati i medici del colera. Infatti, il grande successo ottenuto in Europa fece sì che in molti paesi venisse rimosso il divieto di esercitare la Medicina Omeopatica.

La forte tintura di Camphor raccomandata da Hahnemann per la cura del colera, porta ancora il nome del Conte Rubini che la rese popolare.

Potrebbe essere interessante per lo studioso di storia della medicina conoscere le opinioni dell’ispettore governativo, il dotto Maclaughlin (allopatico) che era stato incaricato di verificare i casi di colera e fare un rapporto sull’efficacia dei diversi sistemi di cura impiegati allora negli ospedali di Londra. Cito alcuni brani delle sue lettere: “Come saprà mi sono recato nel suo ospedale prevenuto contro la Medicina Omeopatica; lei si è trovato difronte a un nemico anzichè un amico, ma sono uscito dal suo ospedale con una disposizione d’animo ben diversa tanto da consigliare un amico d’inviare del denaro per il suo ospedale; ho visto diversi casi rispondere molto bene al trattamento Omeopatico e non esito a dire che altre cure non avrebbero probabilmente dato gli stessi risultati”.

Egli conclude dicendo che: “Benchè un allopatico per principio, educazione ed esperienza, se dovessi prendere il colera e fossi privato della possibilità di curarmi da solo, preferirei essere nelle mani di un omeopata piuttosto che in quelle di un allopatico”.

In un’epidemia di colera avvenuta nel 1970-71 nel Bengala tra i rifugiati del Pakistan Orientale, abbiamo potuto constatare che l’efficacia di queste medicine è ancora molto elevata.

In una recente epidemia scoppiata a Delhi, l’Istituto Indiano dei Medici Omeopatici si è impegnato nella profilassi e il Governo ha chiesto alla facoltà e all’ospedale Omeopatico Nehru di impegnarsi a questo scopo. Oltre 100.000 persone presero una dose giornaliera di Camphor 30C per tre giorni.

Oggigiorno si ritiene che la vaccinazione contro il colera abbia scarso o nessun effetto. In seguito ad uno studio fatto da un gruppo di lavoro dell’OMS nel Bangladesh, la vaccinazione anticolera è stata tolta dall’elenco di vaccinazioni obbligatorie per i viaggi internazionali.

In base a quanto sopra, mi è difficile capire come mai gli Uffici d’Igiene ricorrono alla vaccinazione ogni volta che scoppia un’epidemia. E’ uno spreco di risorse preziose e infonde alle popolazioni un falso senso di sicurezza.

A proposito della rinuncia alla vaccinazione contro il colera ho letto un interessante rapporto che diceva: “Dopo aver obbligato per anni le popolazioni a vaccinarsi contro il colera, le autorità sanitarie sono giunte alla conclusione che il vaccino contro il colera non serve a niente”.

Non impedisce al colera di insinuarsi nella comunità, non controlla la diffusione della malattia e non salva la vita delle vittime.

ENCEFALITE GIAPPONESE

In India, negli ultimi anni, si sono avute epidemie ricorrenti di encefalite giapponese che, si è constatato, è causata da un virus. In base ai sintomi osservati, si ritiene che Belladonna sia il Rimedio e questa è stata impiegata sia per la cura che per la profilassi. Posso dire con soddisfazione che i risultati sono stati così importanti che l’ufficio d’Igiene di uno degli Stati dell’India più colpiti dall’epidemia ha chiesto ai centri di medicina allopatica d’impiegare questo preparato Omeopatico. Secondo la relazione fatta dagli uffici competenti “più di dieci milioni di bambini hanno preso la Medicina Omeopatica (Belladonna 200) come cura preventiva”. Tre dosi al giorno per tre dosi consecutive.

Secondo la relazione nessuno di questi bambini ha contratto la malattia. In una dell’epidemie (1982-83) è stato impiegato il Genus Epidemicus Opium 200. (Dati estrapolati dalla relazione del Dipartimento Indiano di Medicina e Omeopatia, governo di Handra Pradesh e il Consiglio Centrale di Ricerca Omeopatica del Governo dell’India (C.C.R.H.) Gazzetta Ufficiale No. 11-1987).

MENINGITE

Di tanto in tanto vi sono state epidemie di meningite. In base agli ottimi risultati ottenuti con l’impiego di Meningococcin in Brasile, ho somministrato questo preparato ai bambini delle famiglie affidate alle mie cure e non si è verificato alcun caso di meningite. Naturalmente la mia casistica è piuttosto limitata.

Durante un’epidemia endemica, gli omeopati furono coinvolti nella cura della malattia e guidati dai medici allopatici che lavoravano negli ospedali governativi. I 77 casi trattati con preparati Omeopatici guarirono tutti.

“Dosi profilattiche di Argentum Nitricum 200 furono distribuite a circa 40.000 bambini in età scolastica di Sagar City e dei villaggi circostanti. I controlli fatti dieci giorni dopo e ripetuti dopo altri dieci giorni rivelarono che nessuno di questi bambini aveva sviluppato i sintomi della meningite!.

A.I.D.S.

L’ultima piaga in fatto di malattie infettive è l’A.I.D.S.

Ho già presentato la mia documentazione in materia e suggerito la possibilità di usare un nosodo prodotto con il sangue di un malato di A.I.D.S. conclamato o preparati da effetti da sarcoma di Kaposi o da culture del virus HIV stesso.

INFLUENZA

A proposito dell’Influenzinum, vorrei attirare la vosta attenzione su uno studio svolto a New York dal dottor William Gutman. Mi risulta che i risultati si sono dimostrati statisticamente molto significativi a favore dell’efficacia del preparato.

CANCRO

Allo stadio attuale è difficile stabilire se il Carcinosin può essere considerato come cura preventiva del cancro.

Possiamo solo ricordare che in genere la cura Omeopatica costituzionale stessa agisce quale prevenzione per molte malattie, acute e croniche.

EUGENETICA PRENATALE

In anni recenti dei gruppi di ricerca sull’eugenetica prenatale sono stati molto attivi in Francia e in altri paesi Europei.

Questi gruppi hanno proposto di somministrare abitualmente Rimedi anti miasmatici alle donne incinte per rimuovere molte delle tendenze eridate in senso lato dal nascituro. Essendo le dosi omeopatiche sub-fisiologiche, come dicono gli Americani, non hanno problemi ad attraversare la barriera della placenta.

RIMEDI COSTITUZIONALI

In quanto alla cura costituzionale dell’individuo, è stato dichiarato che le persone che seguono una cura Omeopatica per le loro malattie raramente vengono colpite da malattie epidemiche. “Il simillimum costituzionale è la migliore profilassi”. A questo proposito non esistono però studi controllati. Inoltre è molto difficile curare intere popolazioni e adottare queste misure di profilassi.

La profilassi Omeopatica non è però limitata alle poche malattie infettive suddette. Copre un vasto campo nella preven-zione di diversi problemi di salute come, ad esempio: l’aborto, ansietà e/o stanchezza cerebrale prima di esami, malattie motorie, rinite acuta (corizza) ricorrente, disordini della dentizione, emorraggie dopo estrazioni dentali, herpes ricorrente, avvelenamenti da prodotti industriali e inquinamento, parti difficili. Usata prima di operazioni previene le complicazioni dovute alla chirurgia, sepsi della puerpera, orzaioli ricorrenti, calcoli renali, ecc…

Per la prevenzione di una malattia è sufficiente somministrare un preparato che riproduca condizioni identiche a quelle prodotte dalla malattia.

L’Omeopatia ha il potere di prevenire e curare una varietà infinita di malattie infettive e anche di combattere gli effetti collaterali della vaccinazione.

Data la diversità dei risultati e delle prescrizioni ritengo che gli omeopati di tutto il mondo dovrebbero consolidare tutti i dati e le informazioni a beneficio dell’umanità. Forse questo potrà

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