Gestione omeopatica della mandria bovina

Dr. Massimo Bertani

Lavoro come buiatra dal 1979 nel comune di Neviano degli Arduini nelle colline di Parma  e da quando ho intrapreso la via dell’omeopatia, da circa quindici anni, mi sono posto molti quesiti ad alcuni dei quali sono riuscito a dare una risposta, traendo alcune conclusioni:

1. l’accanimento terapeutico allopatico porta la vacca al macello

2. molto spesso è meglio “il non fare”, poiché le potenzialità di autoguarigione della natura sono molto elevate

3. manca un linguaggio veterinario repertoriale per cui occorre costruirlo

4. manca un materia medica adatta alla specie su cui si lavora

5. è fondamentale annotare giornalmente le osservazioni, i colloqui,  le sensazioni, le considerazioni nate sul momento

6.   occorre studiare molto

DOVERI DEL  BUIATRA

a) Individuare le cause di privazioni di salute e rimuoverle

b) Condurre l’allevatore ai principi della natura

c) Portare verso la guarigione nel modo meno traumatico il singolo, salvaguardando la mandria e la specie

L’approccio omeopatico non è esclusivamente terapeutico o di profilassi così com’è in allopatia, ma è volto anche ad aiutare l’allevatore a comprendere l’etologia della specie che alleva ed alcuni principi naturali. Consideriamo per esempio come si comporta un buiatra allopata nel caso di diarrea neonatale dei vitelli: esso attua delle misure di profilassi, tipo colostrare subito alla nascita, igienizzare il più possibile l’ambiente, consigliare medicati auxinici e vaccinazioni (misure tutte focalizzate contro virus e batteri, come se fossero le cause di malattia). I risultati ottenuti sono scadenti. Occorre abbandonare queste fittizie tecnologie consumistiche dettate dalle case chimico-farmaceutiche  e seguire sempre la retta via che ci detta la natura. Ragionando dal punto di vista omeopatico possiamo e dobbiamo consigliare meglio l’allevatore. Infatti è importante considerare che:

gli alimenti che introduciamo portano con sè ritmi e funzioni

che sono propri dei vegetali od animali da cui provengono,

portano quindi dei processi di estraneità nell’organismo che li assume, il quale deve Neutralizzare questi aspetti queste componenti estranee, prima di versarne il contenuto nel proprio circolo, nel sangue

con la prima introduzione in bocca, inizia il processo dello

sciogliere che si continua in tutto il suo percorso nell’apparato

digerente.

Ma il neonato non ha ancora acquisito le capacità di cui sopra, pertanto occorre un alimento che non sia estraneo, che non debba essere sciolto, che sia la continuazione della vita di quando era nel grembo materno:  solo il latte assunto direttamente dai capezzoli della madre risponde a tutti questi requisiti. Consigliando l’allevatore in questo senso rispondiamo al nostro dovere di Veterinari Omeopati: infatti

-eliminiamo la prima causa di privazione di salute

-siamo in sintonia con la natura

-rafforziamo l’istinto dell’animale

-non alimentiamo il miasma sifilitico della madre (distacco del neonato)

OSSERVAZIONI OMEOPATICHE NELLA VACCA DA LATTE

2.a. SINTOMO LOCALE

Nella vacca il sintomo locale è estremamente importante ed è sufficiente, se modalizzato, per la scelta del rimedio. Il bovino obbedendo al suo istinto, si esprime con movimenti, atteggiamenti del corpo e delle sue parti, espressioni, modo di guardare, modalità, polso, battito, respiro…

2.b. FECODAZIONE ARTIFICIALE

1) Rappresenta un importante fattore di privazione di salute, sia come aggravamento miasmatico verso la sifilide (repressione sessuale), sia come perdita dell’istinto sessuale ed è quindi una causa di sterilità

2) Non potendo intervenire sul toro adibito alla F.A (fecondazione artificiale), introduciamo un carico miasmatico pesante nel nostro allevamento. Quindi l’obiettivo è di praticare almeno una volta nella carriera della fattrice la monta naturale, e di arrivare a trattare e miasmaticamente i riproduttori.

2.c. FACIES

Lo sguardo, la facies negli animali è fondamentale. Gli animali presentano alcune particolarità che li differenziano dall’uomo:

a) essi vivono più nella loro vita pensante interna, poiché non pensano con la testa, dato che il cervello è molto incompleto, poco sviluppato

b) anatomicamente nell’occhio i vasi sanguigni entrano fino al corpo vitreo, formando la cosidetta membrana dell’occhio, grazie alla quale possono utilizzare sangue venoso (quindi già consumato) e ciò gli permette di avere oltre all’attività sensoriale esterna, un’attività pensante interna

c) il pensiero è già formato a livello dell’occhio, non necessita di un’ulteriore elaborazione cerebrale, non viene filtrato, è al di fuori della coscienza, è patrimonio dell’istinto.  Ecco perché è così importante e fondamentale nel bovino, ciò che rivela la facies, ciò che esprime lo sguardo in modo netto e sincero che mai con la parola lo si potrebbe esprimere.

2.d. RIMEDIO E SUE ESPRESSIONI IN NATURA

Dallo stato ponderale alle qualità più sottili della sostanza semplice, il rimedio in natura si rivela nelle sue svariate e molteplici espressioni. Studiare il rimedio facendo arte delle sue virtù conosciute nella pratica veterinaria, nella tradizione popolare, nei modi di dire, nel motivo della chiamata, nel nome conferito all’animale, nell’atmosfera energetica del rimedio dominante che circola nella famiglia dell’allevatore, nella tavola periodica, nei quattro elementi, nel cosmo, è indispensabile per un approccio terapeutico globale, un’immagine più completa di tutte le potenzialità, le più sottili del rimedio, che non sempre si possono evidenziare in modo chiaro da un prooving.

2.e. ESPRESSIONI DELL’ISTINTO NEL BOVINO

Bisogna chiedersi cosa può arbitrariamente decidere di fare una vacca. Nell’allevamento tecnologico si può esprimere l’istinto dell’animale? Che sia a stabulazione fissa o libera, su lettiera o cuccette l’unica cosa che non le viene imposta è la posizione di decubito (fianco destro o sinistro, arto anteriore in avanti oppure no). E’ importante quindi fare rilievi di posizione per individuare quel 15% di soggetti presenti in qualunque allevamento che hanno espresso tale scelta.

2.f. VACCA E METABOLISMO

Dobbiamo imparare ad usare i nostri sensi, a recepire i messaggi che la natura ci manda, a capire che le cose più semplici sono le più importanti. Se entriamo in quest’ordine di idee, osservando un bovino ciò che più ci colpisce è l’addome e la straordinaria capacità metabolica di questo animale. La complessità dell’apparato digerente per la presenza dei quattro stomaci, la ruminazione, il rapporto dinamico acidosi-alcalosi fa si che qualsiasi apparato si ammali, si ripercuota comunque sulla digestione sia direttamente che indirettamente. Il bovino è tutto addome, è tutto apparato digerente: il capitolo feci quindi diventa fondamentale nella repertorizzazione, non è un sintomo locale come nell’uomo e negli altri animali, ma occupa nella gerarchia una posizione nei sintomi generali.

2.g. SEMIOLOGIA OMEOPATICA

occore dare rilevanza a:

-esame lingua

-polso

-temperatura locale

-feci

-prova del sale (terra)

-prova dell’acqua (acqua)

-prova del vento (aria)

-prova dello zucchero (fuoco)

-prova del carattere

2.h. REPERTORIZZAZIONE VERTICALE

Nella scelta del rimedio a volte si può fare la repertorizzazione verticale: cioè si prendono sintomi chiave che si ripetono nelle generazioni precedenti e contemporanee (madre, nonna, sorelle, nipoti).

3. ESPERIENZA IN UN ALLEVAMENTO DI VACCHE DA LATTE

Premessa

L’allevamento di vacche da latte “Monte Lupo” è situato nel Comprensorio del Parmigiano-Reggiano in località Ianese, comune Neviano degli Arduini. Sono presenti 120 frisone in una struttura che sta convertendo la lettiera in cuccette, rimonta interna su lettiera. Alimentazione a base di fieno e mangime distribuito da stazioni compiuterizzate e manualmente due volte al di.

3.a. SCHEDE INDIVIDUALI

-Occorre una stretta collaborazione veterinario-allevatore

-Evidenziare i dati fondamentali per avere una facile lettura fotografica

-Clinico, ginecologo, omeopata è il veterinario aziendale

-Dare colore alle caratteristiche miasmatiche azzurro, giallo, rosso

-Padre, madre, e legami di parentela per poter individuare le famiglie

-Riportare i controlli mensili A.P.A.

-Devono figurare le repertorizzazioni

-Note alla fine

3.b. EUGENETICA

-Durante il periodo di asciutta si compiono tre interventi di cui il primo è con sulphur

-Il trattamento deve essere strettamente individuale

-E’ importante verificare sempre, specialmente in soggetti giovani con poca storia, gli antecedenti familiari.

Dove si pratica l’eugenetica la risposta è diversa:

a) le vacche di allevamenti trattati dal punto di vista eugenetico rispondono al  90% all’omeopatia, negli altri allevamenti la risposta è inferiore; è come quando si inizia a parlare una nuova lingua, subito non ci si capisce, poi sempre di più, fino a parlare tutti allo stesso modo: è il linguaggio energetico

b) le vacche di allevamenti trattati si ammalano, ma difficilmente presentano patologie irreversibili e sono per lo più recuperabili

Curiosità

1)La bovina frisona più anziana presente sul territorio comunale appartiene all’allevamento

Monte Lupo anno 1989; la seconda classificata come anzianità è presente nell’azienda Ugolotti Silvio Davide Matteo ma allevata sempre da Monte Lupo

3)le cause che portano ad eliminazione dei capi riformati rientrano nei traumatismi, o errori

alimentari grossolani non dipendenti dall’azienda

5)le terapie antibiotiche durante la lattazione si calcolano in una percentuale del 1%

6)non sono mai state intraprese pratiche vaccinali

7)non si praticano indagini batteriologiche o virologiche di nessun tipo, ne profili metabolici

8)i parametri di qualità e sanità del latte rientrano nella norma

9)la mandria non ha mai manifestato forme influenzali od altre malattie epidemiche.

3.c. MIASMI

-Fondamentale controllare l’evoluzione miasmatica orizzontale e verticale

-Il viraggio miasmatico si può vedere anche nello stesso individuo sia come miglioramento che peggioramento

-Risulta difficile eliminare nell’ambito di una sola generazione una data predisposizione miasmatica, occorrono più generazioni

-Durante la gravidanza può comparire nella madre un segno del miasma fetale

-Due gravi repressioni presenti in quasi tutti gli allevamenti che aggravano il carico miasmatico sono:

repressione sessuale

distacco dal neonato

4. SPERIMENTAZIONE PERSONALE

4.a. MATERIA MEDICA DELLE BESTIE BOVINE

Essere veterinario buiatra vuole anche dire ascoltare ed annotare tutto ciò che ci racconta e ci insegna l’allevatore, poichè è frutto di tradizioni, di una cultura che si tramanda da moltissime generazioni, i modi di dire, di agire, di interpretare, di curare l’animale entrano a far parte del

rimedio e completano il prooving. Ecco allora che vediamo una materia medica arricchita ed adattata alle varie specie animali.

4.b. REPERTORIO DELLE BESTIE BOVINE

Per ogni patologia ho compilato delle schede dove ho messo sia i sintomi locali che quelli generali patognomonici delle malattie, che lo stato mentale tipico delle stesse, il tutto ripetuto nelle varie aziende. Dalla raccolta delle caratteriste comuni, sempre presenti e dalla conseguente repertorizzazione con radar è uscita la cerchia dei rimedi da sperimentare nella clinica. Le positive risposte  delle bovine verso la guarigione hanno permesso di individuare i rimedi al terzo grado. I rimedi che figurano al primo ed al secondo grado escono invece da uno studio repertoriale e di materia medica. E’ un repertorio dinamico poichè la sperimentazione clinica continua e nuovi rimedi al terzo grado si aggiungono a quelli già presenti.

Bibliografia

Grandgeorge, D. Lo spirito del rimedio omeopatico

Morrison R. Manuale guida ai sintomi chiave e di conferma

Ortega, P.S. Appunti sui miasmi

Ortega, P.S. Introduzione alla medicina omeopatica.

Radar, HMS

Reves, J. 24 Capitoli di omeopatia

Sankaran, R. La sostanza dell’omeopatia

Schmidt, P. Quaderni di omeopatia

Steiner, R. Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura

Steiner, R. Una fisiologia occulta

3 commenti

Archiviato in Medicina Omeopatica

3 risposte a “Gestione omeopatica della mandria bovina

  1. Molto interessante, grazie mille.
    Oltre a quello che elenca Massimo da cui , tra l’altro mi piacerebbe saperne di più riguardo alle varie prove del sale , dell’acuqa ecc. Dovremmo incominciare a ragionare sul macrocosmo che circonda la vacca e quindi su quali accorgimenti lavorare per armonizzare le installazzioni.
    Chi lavora su questi temi ?
    abbracci
    Pietro

    • omeopatiaebiologico

      ciao Pietro, cosa ne pensi del sessaggio delle vacche da latte? selezionando solo femmine e facendo abortire i le vacche gravide di un vitello maschio, a cosa andremo incontro?

  2. cosa vuoi che ti dica riguardo al sessaggio, a me sono cose che fanno rabbrividire, si comincia con gli animali e poi…..
    teniamo duro
    abbracci
    Pietro

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