Pericolosità del mais

3 Le Ricerche Italiane dell’INRAN sulla pericolosità del mais Mon 810

Finora le valutazioni di possibili effetti avversi sul sistema immunitario da parte degli organismi geneticamente modificati si sono basati sulla determinazione del potenziale allergenico della proteina ricombinante purificata, e soltanto uno studio recente ha considerato gli effetti potenziali immunotossicologici  dell’intero alimento  geneticamente modificato somministrato a ratti (Finamore A. et al. J. Agric. Food Chem 2004). Inoltre non esistono studi che abbiano preso in considerazione la risposta immunitaria intestinale. Tuttavia, l’intestino interagisce continuamente con gli antigeni derivati dagli alimenti, con allergeni, patogeni, e altri agenti tossici, e il sistema immunitario intestinale, che è il tessuto linfoide più esteso di tutto l’organismo, è fondamentale per rispondere correttamente ad agenti dannosi, mentre mantiene uno stato quiescente verso antigeni innocui, quali le proteine contenute negli alimenti. Il gruppo di ricerca della Dr. Mengheri dell’Istituto Nazionale di Ricerca per la Nutrizione e gli Alimenti ha effettuato uno studio di valutazione degli effetti del mais MON 810 sul sistema immunitario sia intestinale che periferico di topi, con particolare riguardo alle implicazioni legate allo sviluppo e all’età anziana. Infatti è noto che durante lo sviluppo e la vecchiaia il sistema immunitario può rispondere con minore efficienza agli stimoli esterni rispetto a quanto accade in un adulto sano. Questo mais è stato geneticamente modificato mediante l’introduzione di un gene, derivante da Bacillus thuringiensis, che comporta la produzione di una tossina insetticida da parte della pianta stessa. I risultati dopo 30 e 90 giorni di alimentazione provano che, al contrario di quanto accade con il mais naturale, con il MON 810 si sono verificate alcune alterazioni (non è proprio corretto parlare di disfunzioni, perché non abbiamo valutato la funzione, anche se alterazioni implicano disfunzioni) immunitarie che hanno riguardato:

– la percentuale delle sottopopolazioni dei linfociti intraepileliali dell’intestino, della milza, e circolanti

-il livello delle citochine del siero, con un aumento delle citochine infiammatorie (Sono proteine prodotte dalle cellule del sistema immunitario, ma anche da molti altri tipi di cellule, indispensabili per la regolazione del funzionamento del sistema immunitario, generalizzando si possono classificare in citochine anti-infiammatorie e pro-infiammatorie. Un tempo si chiamavano interleuchine, oggi si preferisce citochine proprio per la loro molteplice origine)

 Queste alterazioni sono risultate più marcate, e quindi più gravi, proprio a carico dei topi durante lo sviluppo e nell’invecchiamento.

Nell’articolo si legge inoltre che all’analisi proteomica è risultato che nel mais MON 810 la regolazione di  ben 43 proteine ha subito modifiche  rispetto al mais normale, e che tra queste risulta presente una nuova versione della proteina gamma-zeina, già nota per essere allergenica.

 

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