Agricoltura Biodinamica

LA BIODINAMICA, CHE COS’E’

Coltivazione biodinamica, due parole che implicano tutto un modo di

vivere, osservare e lavorare la terra. Il suo scopo non è di lasciar

fare alla natura ma di fare oltre la natura, cioè di aiutare la

natura per ottenere una terra sempre più fertile, della quale

possano beneficiare anche le generazioni future, e alimenti vivi di

qualità piena che nutrano l’uomo e gli diano salute. Coltivare

biodinamicamente non vuol dire applicare in modo meccanico un metodo

fisso. Piuttosto si può parlare di un indirizzo per il nostro

pensare e agire, che poi svilupperemo secondo le condizioni e i

problemi che incontreremo sulla nostra terra.

QUANDO NASCE LA BIODINAMICA?

I principi su cui si fonda la biodinamica furono formulati

dall’austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia, una

concezione dell’uomo e del mondo che nel primo quarto di questo

secolo aveva portato un rinnovamento fertile nel campo della

medicina, della pedagogia, dell’arte e della scienza in genere

acquistando numerosi adepti in tutto il mondo occidentale.

L’agricoltura fu l’ultimo settore cui Steiner si dedicò prima di

morire e lo fece su richiesta di alcuni agricoltori che vedevano con

preoccupazione i primi segni di degenerazione e debolezza che

accompagnavano l’applicazione dei moderni metodi di coltivazione e

in particolar modo il crescente uso di concime chimico. A Koberwitz,

nel 1924, Steiner tenne 8 lezioni per agricoltori dove il tema

centrale era la salute della terra e il mantenimento e

l’accrescimento della fertilità per migliorare la qualità degli

alimenti destinati a nutrire l’uomo. Nell’indicarci la via verso una

conoscenza ampliata del vivente e le sue manifestazioni Steiner

mostra lo stesso spirito usato da Goethe nei suoi scritti di scienze

naturali di cui Steiner del resto era stato un grande studioso.

In tutti i paesi occidentali c’è un piccolo numero di agricoltori

(sta però aumentando) che sentono la responsabilità di dare una

terra fertile e sana in eredità alle generazioni future e capiscono

l’importanza di alimenti sani per la salute dell’uomo.

I tre principi della biodinamica sono:

1) mantenere la fertilità della terra.;

2) rendere sane le piante in modo che possano resistere alle

malattie e ai parassiti.;

3) produrre alimenti di qualità più alta possibile.

Non bisogna quindi stupirsi che, nel secolo del materialismo e dello

sfruttamento estremo delle ricchezze naturali, la biodinamica non

abbia potuto espandersi su larga scala. Al contrario bisogna

rallegrarsi che, malgrado tutto, essa venga seguita in molti paesi

da decenni e con successo.

La biodinamica parte dalla conoscenza globale del pianeta e del suo

rapporto col cosmo; questa conoscenza non si acquista da un giorno

all’altro ma solo attraverso un’abitudine all’osservazione della

natura e delle sue leggi che dovrebbe entrare a fare parte già

dell’educazione scolastica. Oggi si sta lentamente acquistando una

certa conoscenza ecologica ma si è ancora lontani dal capire la vita

in tutte le sue manifestazioni.

L’uomo conosce alla perfezione il mondo della materia inorganica e

le leggi della meccanica ma se applica le leggi di quel mondo alla

vita finirà per distruggere la vita stessa che ha leggi e condizioni

del tutto diverse. Non basta ammettere che l’agricoltura è una

impresa biologica, bisogna prendere sul serio la parola “bios”, che

significa vita e “logos”, che significa conoscenza, cioè bisogna

acquistare la conoscenza della vita. Caratteristiche della vita

sono: movimento, costruzione, trasformazione. Viceversa,

caratteristiche della morte e della meccanica sono: inerzia,

distruzione, stabilità.

Acquistando questa nuova conoscenza l’agricoltura non sarà più uno

sperimentare incerto di nuovi metodi, ma poggerà su basi solide

quanto l’arcaico che una volta guidava il contadino.

SFRUTTARE LE FORZE NATURALI

La biodinamica viene spesso descritta come un modo di coltivare

senza concime chimico e senza veleni. Questi sono però solo gli

aspetti secondari di un metodo che prima di tutto è caratterizzato

da una cosciente utilizzazione delle forze naturali. Osservando la

produzione vegetativa in natura, tre appaiono le espressioni

fondamentali di questa forza naturale.

1. La liberazione nella terra di materie nutritive necessarie alla

pianta.

2. L’inspirazione dall’atmosfera alla terra per mezzo delle piante.

3. L’autoregolazione che esiste in tutti gli organismi viventi.

Il principio di restituire alla terra quello che si prende non è

idea fondamentale della biodinamica ma della chimica. Il principio

fondamentale della biodinamica è attivare la vita nella terra in

modo che le sostanze presenti nella terra in quantità enormemente

superiore al bisogno possono essere liberate e assimilate dalle

piante nella misura necessaria. Questo processo naturale si svolge

grazie ai lombrichi, ai vermetti e ai microrganismi e ogni

intervento deve avere come scopo di proteggere e intensificare

questa “microstalla”. L’inspirazione di sostanze dall’atmosfera è il

secondo processo naturale. Solo in piccola parte (circa l’1%) le

piante costruiscono la loro massa vegetativa dalla terra. Per il

resto utilizzano anidride carbonica, acqua e azoto, che troviamo

nell’humus in grande quantità. Con la costante distruzione e morte

vegetativa l’azoto viene messo a disposizione per la vegetazione in

crescita.

La presenza di concime chimico frena e disturba questo processo

naturale. Con un surplus di azoto nell’humus si rischia lo sviluppo

di batteri che liberano l’azoto dalla terra in modo che abbiamo una

perdita di azoto invece di un’inspirazione.

Un terzo processo naturale caratterizza tutti gli organismi viventi

e i sistemi ecologici: l’autoregolazione ovvero l’adattamento alle

condizioni esterne; quello che di solito chiamiamo l’equilibrio

della natura. Lo incontriamo nel nostro corpo capace di guarire

oppure di resistere alle malattie. Lo incontriamo nei nostri muscoli

che si rafforzano usandoli e nella nostra pelle che si ispessisce

dove viene consumata. Viceversa, questa caratteristica è del tutto

assente nel mondo inorganico dove il prolungato uso porta alla

distruzione, non alla costruzione.

Nel nostro metabolismo il processo di autoregolazione viene

influenzato e guidato da sostanze presenti in quantità minima, per

esempio vitamine, ormoni, enzimi e microelementi. Mangiando

determinati alimenti noi possiamo influenzare il nostro metabolismo

e la nostra salute.

Anche nella terra noi troviamo questo processo di metabolizzazione

di sostanze organiche e possiamo aiutarlo e migliorarne l’efficacia

attraverso accorgimenti specifici quali l’impiego della rotazione,

del cumulo e dei preparati biodinamici che altro non sono che

strumenti per rafforzare la capacità autoregolatrice della terra,

delle piante e dell’azienda agricola nel suo complesso.

LA ROTAZIONE

Storicamente la rotazione è una pratica abbastanza recente in molte

parti dell’Europa. Soltanto 100 anni fa circa, quando si diffuse la

coltivazione della patata e d’altri tuberi, si poté frenare

l’effetto deleterio delle monocolture e si cominciò a praticare la

rotazione seguendo uno schema: prato &endash; tuberi – frumento, per

esempio. Con lo sviluppo industriale e l’uso dei concimi chimici il

profitto economico divenne lo scopo ultimo dell’agricoltura e si

tornò di nuovo alla monocoltura.

Il pilastro di una buona rotazione è il prato con molto trifoglio o

altre leguminose che arricchiscono e fertilizzano la terra. Le

coltivazioni che si avvicendano negli appezzamenti variano secondo

la struttura del terreno, il clima e il numero delle persone e degli

animali da nutrire, essendo l’azienda a circolo chiuso un ideale a

cui mira la biodinamica. Per ottenere la massima armonia biologica

sarebbe bene coltivare ortaggi con tuberi o radici e seminare

vegetali che possono dare i loro frutti nelle varie forme di semi,

foglie e radici.

COS’E’ UN COMPOST

La pratica del compost è vecchia quanto la cultura umana e nei tempi

antichi era altamente sviluppata in molte parti del mondo.

Rudolf Steiner ha studiato a fondo il carattere e l’essenza stessa

del compost e ha anche spiegato i processi che vi si svolgono. Dal

punto di vista chimico e fisico il compost è una mistura di terra,

resti vegetali, acqua, calcio, ecc. ma dal punto di vista dinamico è

un concentrato di energia e impulsi vitali. Molta gente crede che il

compost serva ad ottenere la distruzione dei vegetali per facilitare

il lavoro della terra. L’essenziale è invece fare del compost il

luogo in cui il processo di distruzione e costruzione che noi

desideriamo nella terra venga concentrato e stimolato fino a

raggiungere un livello altissimo. Il compost guiderà e stimolerà poi

questo processo nella terra per farla più viva e produttiva.

Il compost sta fra humus della terra e un organismo vivente. Si può

paragonarlo a una mucca che sta digerendo. La materia che mettiamo

sul compost equivale al foraggio per la mucca e il prodotto finale è

concime e nutrimento per altri organismi. Guardando il compost in

questo modo possiamo tracciare le direttive per il lavoro pratico:

– Il compost deve avere una certa massa, un corpo e una forma

specifica.

Non deve essere un semplice mucchio di rifiuti.

Ecco perché è anche importante tenere il cumulo sopra il livello

della terra.

– Per diventare terra viva ha bisogno di contatto con la terra nuda.

Acqua e aria sono necessarie per il compost come per tutti gli

organismi e fondamentale è l’equilibrio fra questi due elementi.

Materiale troppo bagnato va mescolato con materiale secco. Materiale

secco, come foglie e paglia, va annaffiato.

– Il compost ha bisogno di una pelle; un sottile strato di

terra; che impedisca l’evaporazione lasciando respirare.

– Sopra questa pelle va messa una coperta di paglia, erba o foglie

che possa proteggere il compost dal freddo, dalla pioggia e dal sole

per favorire lo sviluppo di una “vita interna”.

– Possiamo verificare se siamo riusciti a dare vita al compost in

base al calore che esso sviluppa (circa 40°).

– In questo organismo s’introducono i preparati biodinamici che sono

mini-compost di certe erbe con funzioni specifiche per i processi di

distruzione e costruzione e possono essere paragonati agli organi

interni di una mucca: cuore, fegato, reni, ghiandole.

– Va sottolineato che questo tipo di compost vegetale ha bisogno

solo di una piccola quantità di concime animale; chi ha grande

quantità di concime animale ne farà quindi un compostaggio a parte.

Nel numero 1della rivista abbiamo dato istruzioni più dettagliate su

come procedere nella costruzione del cumulo.

I PREPARATI BIODINAMICI E IL CALENDARIO

Essi appartengono se così si può dire, alla parte dinamica della

biodinamica. I preparati e il calendario incontrano spesso lo

scetticismo e l’incredulità. Molte persone vedono in queste pratiche

qualcosa di magico o irrazionale perché manca loro il collegamento

con processi e ritmi elementari della vita. D’altra parte non è

necessaria una completa comprensione delle forze naturali che ci

aiutano utilizzando i preparati e rispettando il Calendario delle

semine.

Basta provare a vedere il risultato, e infatti migliaia di

biodinamici in Europa se ne servono con successo. Del resto anche le

ricerche condotte sui prodotti biodinamici confermano la superiorità

quantitativa e qualitativa dei prodotti coltivati con l’impiego dei

preparati e del calendario.

I preparati biodinamici sono otto.

Due vengono spruzzati sui campi direttamente e sei vengono immessi

nel cumulo. I preparati attraversano prima un processo di

dinamizzazione che somiglia a quella del compost. Come abbiamo detto

prima essi sono dei compost in miniatura. Quelli che vengono

spruzzati vanno riattivati mescolandone piccole quantità in grandi

quantità d’acqua, con movimenti circolari e per un determinato

tempo. Viene naturale il riferimento ai principi omeopatici: Si

possono paragonare questi preparati ai catalizzatori. Uno, a base di

letame, stimola l’attività radicale e la crescita. L’altro, a base

di polvere di quarzo, stimola il processo di assimilazione e

maturazione, cioè le funzioni che hanno a che fare con la luce. I

preparati immessi nel cumulo sono a base di piante medicinali

(ortica; camomilla; achillea ; valeriana –

corteccia di quercia e dente di leone), ognuna con la sua funzione

regolatrice e stimolatrice della vita che si svolge nel cumulo.

LE FORZE COSMICHE

La biodinamica guarda alla terra come parte dell’universo e perciò

soggetta alle leggi e alle influenze cosmiche. Basta però riflettere

un attimo su alcuni fenomeni noti a tutti per renderci conto di

questa dipendenza cosmica.

Sappiamo che senza il sole non è possibile la vita e grazie alla

luce avviene uno dei processi più meravigliosi della natura: la

fotosintesi. Il sole determina il giorno e la notte e le stagioni,

cioè tutto il ritmo vitale della terra. La scienza studia oggi le

macchie solari e la loro influenza sul clima.

La luna governa i liquidi: le maree e il ciclo mestruale ne sono

solo due esempi. In Italia ci sono ancora moltissimi contadini che

seminano, potano e travasano seguendo i movimenti della luna.

Nel suo corso di agricoltura Steiner parla degli influssi dei vari

pianeti sulla terra, ma nella pratica si ricorre più semplicemente

al Calendario delle semine. Esso è il risultato di 20 anni di

ricerche e di studi sull’influenza lunare per l’agricoltura,

condotti da una studiosa tedesca, Maria Thun.

Essa scoprì che la pianta sviluppa più o meno ognuna delle sue

parti, (radice; foglia; fiore; frutto)   secondo la posizione della luna al momento della semina. Seguendo il   passaggio della luna attraverso lo zodiaco che fascia la sfera celeste, Maria Thun ha osservato che la pianta sviluppa la parte

radicale se la semina avviene quando la luna transita in certi

segni, sviluppa invece i fiori se transita in altri e così via.

Da sempre si dividono i segni zodiacali in quattro gruppi ognuno dei

quali appartenenti a un elemento:

Ariete – Leone – Sagittario appartengono al fuoco

Toro – Vergine – Capricorno appartengono alla terra

Gemelli &endash; Bilancia – Acquario appartengono all’aria

Cancro – Scorpione – Pesci appartengono all’acqua.

Così anche le quattro parti della pianta si possono riferire agli

elementi:

Radice – Terra

Foglia – Acqua

Fiore – Aria

Frutto – Fuoco.

Quando la luna transita nei segni di fuoco seminiamo piante di cui

vogliamo un buon sviluppo fruttifero. Quando la luna transita nei

segni d’acqua seminiamo piante di cui vogliamo usare le foglie.

Quando la luna transita nei segni di terra seminiamo piante di cui

raccoglieremo radici e tuberi. Quando, infine, la luna transita nei

segni d’aria semineremo piante di cui vogliamo i fiori. Questo è

solo un esempio di come va utilizzato il Calendario.

Questi esperimenti, che Maria Thun iniziò negli anni cinquanta, sono

stati ripresi da altri studiosi e negli ultimi anni sono stati

pubblicati lavori che confermano la tesi della Thun. E’ anche stato

notato che il rispetto del calendario da buoni risultati solo se la

terra è coltivata biodinamicamente, cioè se essa presenta un’alta

attività biologica. Gli esperimenti su terra concimata chimicamente

non hanno portato ad alcun risultato, nemmeno quando sono stati

fatti in ambiente climatico identico a quello della terra usata per

le ricerche biodinamiche.

L’AUTOSUFFICIENZA, IDEALE DI UN’AZIENDA

Ogni azienda agricola è un’impresa biologica. Sulla terra nessun

organismo vivente sopravvive se non in simbiosi con altri esseri

viventi. Così l’uomo e gli animali espirano l’anidride carbonica

necessaria alla vita vegetativa, mentre le piante producono

l’ossigeno necessario all’uomo e all’animale. Le piante hanno la

capacità di assorbire sostanze inorganiche e trasformarle in

sostanza organica &endash; fare pane dai sassi. L’uomo e l’animale

fanno il contrario, assorbono sostanze organiche, le distruggono e

le mineralizzano. L’azienda biodinamica mira a diventare un’unità

biologica autosufficiente, dove si trovano in equilibrio terra,

vegetazione, animali, uomini. Bisognerebbe cercare di produrre tutto

quello che serve per l’azienda all’interno dell’azienda stessa. Un

numero proporzionato di animali è di grande aiuto in questo senso.

All’interno dell’azienda dovrebbero circolare grandi quantità di

sostanze animali, vegetali e minerali. E come in un organismo

vivente, i processi che si svolgono dovrebbero avere una certa forza

per mantenere la salute e la produttività. Si tratta quindi di

lavorare attivamente per stimolare questi processi e in primo luogo

l’attività biologica nella terra e quindi la fertilità. Le

leguminose, il sovescio verde, il compost che agirà come un fermento

nella terra, il drenaggio e l’aratura per ottenere il giusto

equilibrio fra aria e umidità nella terra, l’uso dei preparati

biodinamici, sono tutte parti di questo lavoro cosciente.

Come abbiamo già detto la biodinamica non è un metodo da applicare

meccanicamente ma un modo di pensare e di agire che non solo

utilizza le forze naturali ma che arriva ad aiutare e stimolare la

natura stessa grazie alla conoscenza dei processi vitali che vi si

svolgono.

“Vera scienza ci sarà solo quando si controlleranno le

forze che operano. Non si potranno mai capire le

piante, gli animali o i parassiti presi ognuno per sé.

Quello che vi dicevo nella prima lezione sull’ago

magnetico era molto importante. Chi pensa all’ago

isolato dal resto e nell’ago stesso cerca la ragione

perché esso si svolge sempre al nord dirà sempre

stupidaggini. Bisogna considerare tutto il pianeta

Terra come un polo nord magnetico e un polo sud analogo

per avere una spiegazione.

Proprio come in quel modo dobbiamo osservare tutta la

terra per spiegare le caratteristiche dell’ago, proprio

così dobbiamo considerare tutto l’universo per spiegare

il mondo vivente delle piante. Non possiamo solo

guardare le piante, gli animali e gli uomini. La vita

proviene da tutto l’universo, non solo da quella che la

terra ci offre. La natura è tutt’uno e le forze

fluiscono da tutte le parti. Solo chi ha la mente

esperta per l’operare di molteplici reciproche forze

può capire la natura. Cosa fa lo scienziato oggi?

Prende un preparato, lo scinde e lo studia. Lo tiene

ben isolato dall’ambiente esterno e lo scruta nel

microscopio.

E’ esattamente il contrario di quello che bisogna fare

per capire il macrocosmo. non solo ci si isola in una

stanza ma ci si isola dallo splendore del mondo.

Nient’altro esiste che quello che si centra con la

lente microscopica. Ma se noi ritroveremo la strada

verso il macrocosmo, capiremo di nuovo la natura e

altro ancora”.

Rudolf Steiner nella sesta lezione 24.6.1924

Anthroposophy

“You catch a fairly young field-vole and flay it… We take the skin, when                             Venus stands in the sign of the scorpion, and combust the skin… Now take the                             ash, which you got this way, and pepper it out on the fields” —

Rudolf Steiner

What is Anthroposophy?

The man behind Anthroposophy was the Austrian philosopher Rudolf Steiner (1861-1925). Steiner at young age became interested in the spiritual movement in Europe at that time, especially Theosophy and the mystic ideas of Goethe. In the beginning of the 20th century, Steiner got more  and more into Theosophy, much thanks to his friendship with the Russian actress Marie Von Sievers, a devoted Theosophist, and in 1902 he became general secretary of the German Theosophical division.

Theosophy was based on Hinduism, Buddhism and European occultism, but Steiner’s teachings were closer to Christianity and the Rosicrucian orden. In 1906 he started a loge (Mysteria Mystica Aeterna) of O.T.O (Ordo Templi Orientis). Other famous sect leaders who started as followers of O.T.O were the Satanist Aleister Crowley and L. Ron Hubbard, creator of Scientology. Because of Steiner’s approaching to O.T.O and Annie Bessant’s, the leader of the theosophical movement, activities in India (she discovered Jiddu Krishnamurti.) the theosophical organization split up and Steiner started his own cult, Anthroposophy.

Pseudo-scientific beliefs

Steiner has written many books about Atlantis and Lemuria. He claimed to have received information about these myths through his clairvoyant ability. According to Steiner the population on Atlantis could not speak, but thought in pictures and communicated through telepathy. The most   developed individuals gathered in Central Asia under a great leader. Anthroposophy claims that the Aryan race comes from that group, and that racial intermixing is bad:”…blood to blood from, in the development, greatly different species kills; blood to blood from closely related species does not kill. Man maintains his physical organism even when foreign blood comes to foreign blood, but the force of clear vision dies under influence of the mixing of blood or extra-racial marriage” — Rudolf Steiner

Anthroposophy is mainly based on theosophy and goes back to gnosticism and eastern “wisdom”. The connection with gnosticism makes it hostile to earthy pleasures. The human being consists of three entities: The body, the soul and the spirit. If the soul is too closely bound to earthy pleasures it will be reincarnated in a new body and will not be able to reach the higher worlds where it will  eventually be aligned with the spirit. Hence it is important for an Anthroposophist not to be too  engaged in pleasures such as rock music, parties, etc, but instead to live an ascetical spiritual life. Furthermore the Anthroposophical movement is an enemy of allopathic (i.e. “regular”) medicine, advocates homeopathy and is partly based on Paracelsus’ (1493-1541) theories that a plant treats diseases in organs which look similar to parts of the plant. For example do the leaves of the flower  Euphrasia officinalis look much like eyes, and the plant has therefore been used in traditional medicine for eye-diseases. Scientifically unsound theories such as this still survives in      Anthroposophy. Other theories which are strong in anthroposophy include the idea that “astral forces” in plants affect the body. Cancer is supposedly cured by properly prepared mistletoe which absorbs etheric forces and strengthens the astral body. Another way to treat cancer as well as other diseases is”eurytmia”, a kind of pantominic dance.

Anthroposophists are most famous for their biodynamic farming, which has nothing to do with ecological farming, except that both say no to pesticides. Biodynamic farming is much the same as anthroposophical medicine. The earth is seen as an organism that breathes twice a day, and has a living soil. The soil is being made more dynamic by adding homeopathic-like preparations to it. The farming is run by a complicated system based on eterian and astral forces and their effects on minerals, plants and animals. I may add more about biodynamics when I have read an article in  Journal of Agricultural and Environmental Ethics 7:173-187, 1994

2 commenti

Archiviato in Agroecologia, Rassegna Stampa

2 risposte a “Agricoltura Biodinamica

  1. Patrizia

    Tutto questo è estremamente vero e mi riporta ad un libro che ho letto un po’ di tempo fa: “Servirsi della luna” di Johanna Paungger e Thomas Poppe” e a pag. 15 c’è questa piccola riflessione
    “Causa dell’abbandono della scienza è la promessa fattaci dalla tecnologia moderna e dalla medicina: soluzioni ‘più rapide’ a tutti i problemi della vita di ogni giorno. Per breve tempo, essa è riuscita anche a darci l’illusione di mantenere questa promessa. L’osservazione ed il rispetto dei ritmi naturali sembravano di corpo essere diventati superflui….. ma nessuno oggi può ignorare il prezzo che siamo costretti a pagare per aver disatteso i ritmi delle leggi naturali.”

    Io posseggo un piccolissimo orticello che coltivo a tempo perso quando il mio lavoro me lo permette, e da alcuni anni lo concimo solo con il compost fatto un po’ empiricamente facendo macerare gli avanzi di cucina su di un cumulo appoggiato alla nuda terra. Quest’anno i miei pomodori sono arrivati a 4 mt. di altezza. E il compost è pieno di vita. organismi di tutti i tipi lo colonizzano e lo lavorano per me.

    • omeopatiaebiologico

      Grazie Patrizia di questa tua testimonianza. Possedere un orto, anche piccolo, ci riporta immediatamente al nostro legame con la terra. Dovremmo proporre bidoni di compost accanto ai bidoni della spazzatura, e distribuzione gratis dell’humus che se ne ricava. Ma le cose semplici non fanno parte dei programmi politici.

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