Come vengono curati gli animali destinati alle produzioni biologiche?

Questo è un  articolo rivolto al consumatore consapevole, colui che si informa sulla provenienza del cibo di cui si nutre  per capire quanto costa produrlo, in termini di spreco energetico, impatto ambientale, rischio per la salute umana.

Sensibili a questi problemi,  molti si rivolgono ai prodotti biologici che sono sempre più diffusi,non solo grazie alla rete dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), ma  anche nella grande distribuzione. I costi, apparentemente  più elevati rispetto ai prodotti convenzionali,  riflettono scelte produttive indirizzate alla qualità e al rispetto dei tempi e delle necessità sia delle piante che degli animali.  Ma il consumatore è sicuro che il marchio bio sia una garanzia di qualità e salubrità dei prodotti?

Non sempre è così, purtroppo,  perché, per quanto molte aziende siano certificate e i disciplinari che regolano l’allevamento biologico siano molto severi, ci sono deroghe alle leggi che permettono di muoversi, all’interno di trattamenti sia alle piante che agli animali, in modo troppo disinvolto e molto vicino al tradizionale.

Come vengono curati gli animali adibiti alla produzione biologica nel caso siano colpiti da malattie, per esempio: diarree, bronchiti, mastiti, febbri? In teoria il regolamento CEE 834/2007, che delinea le linee guida delle produzioni biologiche, stabilisce che,  come prima scelta, deve essere usata l’OMEOPATIA o la fitoterapia, ma che in caso di pericolo di vita per l’animale, si possono usare farmaci di sintesi (antibiotici ed antiparassitari). Per questo motivo, appellandosi a questa deroga, buona parte degli allevamenti biologici che producono carne, latte, uova, miele utilizzano senza problemi farmaci tradizionali, senza che il consumatore ne venga informato.

Per quale motivo attribuisco tanta importanza a questo atteggiamento, in parte autorizzato?

Non tutti conoscono quali sono i pericoli che provocano i farmaci di sintesi. Proviamo ad elencarli:

– residui nelle carni, latte, uova, miele, pesce;

– i farmaci di sintesi li ritroviamo nelle feci e urine degli animali e finire nel terreno per le concimazioni;

– la farmacoresistenza indica che i batteri sono diventati resistenti agli antibiotici: una delle cause è il loro eccessivo uso allevamenti.

La produzione biologica, proprio in virtù delle sue scelte etiche e solidali, dovrebbe bandire completamente i farmaci di sintesi e porre piante e animali nelle condizioni migliori di esistenza.

Se le terapie agli animali vengono effettuate da veterinari esperti in Omeopatia, è possibile  ridurre in modo considerevole e, a volte, sostituire completamente  i farmaci dagli allevamenti, compresi i vaccini. Un esempio  sono le aziende seguite da nostri colleghi che usano esclusivamente omeopatia sugli animali:

– la Coop agricolo-sociale San Giuseppe di Castrocaro ha vacche brune alpine con le quali produce latte, formaggi e carne, e maiali;

– l’azienda biologica Il Sasso, di Predappio, ha vacche da latte, un distributore automatico di latte biologico, nonché cavalli da carne;
– l’azienda biologica La Villa a Urzano di Neviano degli Arduini, in provincia di Parma, ha vacche da latte e produce  parmigiano reggiano;

– la Fattoria Lydia  a Ripabella, in provincia di Pisa, con allevamento biologico di ovini e suini conannesso caseificio e salumificio;

– la Casa di Reclusione dell’isola di Gorgona (Livorno), azienda agricola biologica dove i detenuti si prendono cura di tutti gli animali domestici e gli animali sono curati con la medicina omeopatica da oltre 15 anni;

– la Tenuta biologica di S. Rossore, nel Parco Regionale di Migliarino S. Rossore Massaciuccoli (PI-LU), alleva bovini di razza Chianina, Pisana e Limousine allo stato brado oltre che  cavalli da Tiro Pesante Rapido.

Ovviamente, vi segnaleremo altre aziende di cui verremo a conoscenza.

Il farmaco omeopatico unitario costa molto poco e si possono trattare decine e decine di capi di bestiame somministrandolo attraverso vie non traumatiche, come nell’acqua da bere, senza stressare l’animale con catture o iniezioni.

L’esperienza insegna che l’omeopatia crea una catena di benessere se correttamente usata e ben radicata negli allevatori biologici.

Scegliere di nutrirsi con prodotti biologici, non è solo un riguardo per la nostra salute, ma una scelta etica e consapevole che va verso il concetto di decrescita, cioè l’urgenza di andare verso un modello di sviluppo ecologicamente sostenibile, giusto e compatibile .  E’ l’inizio di un percorso che conduce verso un nuovo orizzonte che siamo noi a costruire.

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