Il premio nobel Montagnier prende sul serio l’Omeopatia

Il premio Nobel Montagnier si esprime sull’Omeopatia e sulle alte diluizioni.

Secondo lui le alte diluizioni sono strutture di acquq che mimano la struttura originale e non sono “niente” come le definisce la scienza ufficiale. Per affermare ciò parte dallo studio da lui condotto sulla sequenza batterica del DNA che è capace di produrre onde elettromagnetiche, anche ad alte diluizioni come 10 -18. Lo studio è un importante contributo a trovare le basi scientifiche del funzionamento dell’Omeopatia.

Montagnier prenderà la direzione dell’Istitituto di Jiaotong, presso l’università di Shangai e si propone di continuare a studiare il fenomeno delle onde elettromagnetiche prodotte dal DNA nell’acqua.

Questa ricerca non può effettuarla in Francia sia perché ormai in pensione non può assumere cariche istituzionali sia perché non viene supportato in quanto in Europa non si vedono di buon occhio le scoperte riguardanti una possibile spiegazione del funzionamento dell’Omeopatia.

Il premio nobel fa riferimento al dott. Jacques Benveniste, uno scienziato francese che condusse studi sul meccanismo di azione dell’Omeopata, definendolo un moderno Galileo, data la genialità delle sue scoperte. Montagneier afferma che Benveniste e le sue scoperte furono rifiutate da tutti perché era troppo avanti. Questo gli costò tutta la sua carriera, il laboratorio, il suo patrimonio e benché fosse sulla strada giusta, i suoi esperimenti non erano riproducibili. E anche i risultati che ottennero dopo i successori di Benveniste, riproducendo i risultati, non furono pubblicati per non seminare il “terrore” tra le persone che non credono in ciç (la scienza ufficiale ndr)

Montagnier non si preoccupa delle critiche che gli fanno i suoi colleghi di essere scivolato nella “pseudoscienza, perché crede fermamente che questi fenomeni debbano essere indagati e approfonditi.  Tutto l’articolo lo troverete sul sito di Scienze

Nobel laureate Montagnier takes homeopathy seriously

In a truly remarkable interview published in SCIENCE magazine of 24 December, Professor Luc Montagnier, a French virologist who co-discovered HIV and who won the Nobel Prize in 2008, describes his newest work that has significant implications on homeopathy.

Montagnier, who is also founder and president of the World Foundation for AIDS Research and Prevention, makes the following strong statement for homeopathy and homeopathic doses: “I can’t say that homeopathy is right in everything. What I can say now is that the high dilutions are right. High dilutions of something are not nothing. They are water structures which mimic the original molecules.”

In a study that was published in 2009, Montagnier demonstrated that some bacterial DNA sequences are able to induce electromagnetic waves, even at high aqueous dilutions up to 10^18. This study was an important contribution to the growing evidence base in fundamental research with direct relevance to homeopathy.

Montagnier will take on the leadership of a new research institute at Jiaotong University in Shanghai and plans to study the phenomenon of electromagnetic waves produced by DNA in water. His research team will study both the theoretical basis and the possible applications in medicine.

In the interview Montagnier says that he cannot pursue this research in France because he does not have much funding there. Because of French retirement laws, he is no longer allowed to work at a public institute. But there is another reason as well. When he applied for funding from other sources, he was turned down. Montagnier argued that there is a kind of fear around this topic in Europe.

In this context he refers to Dr Jacques Benveniste, a French physician/scientist who conducted research on homeopathic doses. Montagnier regards him as a “modern Galileo.” “Benveniste was rejected by everybody, because he was too far ahead. He lost everything, his lab, his money. … I think he was mostly right, but the problem was that his results weren’t 100% reproducible.” “I am told that some people have reproduced Benveniste’s results, but they are afraid to publish it because of the intellectual terror from people who don’t understand it.”

Montagnier is not worried that his colleagues will think he has drifted into pseudoscience. He replied adamantly: “No, because it’s not pseudoscience. It’s not quackery. These are real phenomena which deserve further study.”

The complete interview is available at the website of Science.

 

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