Libro di un veterinario animalista “Cuori con la coda”

Articolo di Annalisa Ruffo tratto dal sito http://www.promiseland.it

Veterinari animalisti

Essere veterinari non significa necessariamente avere una coscienza animalista. Essa nasce al di fuori dell’insegnamento asettico e professionale che si riceve durante il corso di studi universitari.
Ma se un veterinario è anche animalista allora il suo diventa “un punto di vista privilegiato, un ponte tra chi ama gli animali e chi li conosce davvero”.

In occasione del Concerto di Natale organizzato dalla Lav nella mia città, ho avuto modo di incontrare Enrico Moriconi, veterinario torinese che si batte per i diritti animali, che ha presentato il suo ultimo libro Cuori con la coda.

Perchè un veterinario diventa animalista e un altro no? “Difficile dirlo”, dice Moriconi. Ed è questo che l’autore ha cercato di ricostruire nel libro: “Ho cercato di rileggere queste storie alla ricerca di quella scintilla che ha cambiato per sempre il mio modo di guardare le altre creature […]. Se cerco le radici di quello che sono ora, passando dalla sensibilità infantile al distacco dell’Università e poi all’empatia attuale, rilevo come il punto di cambiamento sia stato quando, guardando negli occhi un animale, ho visto nell’altro una creatura, un individuo, riconoscendo stati d’animo, come la paura o la curiosità, a me noti”.

Perchè, continua l’autore: “Negli occhi di un animale sofferente si vede tutto il dolore che un organismo può provare, si va oltre la differenza di specie e si capisce come tutti gli organismi viventi condividono le esperienze dolorose”.

Arrivare a questo, scrive, “è semplice: basta riconoscere negli altri occhi il nostro stesso sguardo”. Quando questo accade “non è più possibile far finta di nulla, voltarsi dall’altra parte di fronte allo sfruttamento, alle sofferenze altrui che diventano le nostre”. Non a caso, quando si è trattato di terminare un documentario sulla vita degli animali negli allevamenti intensivi, Moriconi sceglie di chiudere su di un lungo sguardo di un piccolo vitello legato alla sua corta catena.

“Quello sguardo, per chi non distoglie gli occhi, anche metaforicamente, è più di una condanna a tutto il mondo che permette, anche solo con la sua indifferenza, il persistere di situazioni di dolore e sofferenza per gli animali e dice quello che centinaia di parole non potrebbero mai dire”.

Per la maggior parte dei veterinari i clienti non sono il cane, il gatto o il vitello, ma i ‘proprietari’. Le esigenze di questi ultimi vengono prima di quelle dell’animale ‘paziente’. A questo riguardo l’autore racconta: “Mi è capitato di vivere molto con gli animali e questo ha cambiato il mio modo di vedere il loro mondo, anche se il lavoro di veterinario, al contrario di quanto si ritiene comunemente, non favorisce certo l’instaurarsi di rapporti speciali con gli animali. In particolare con quelli detti ‘da reddito’, oggetto di attenzione puramente clinica”.

Ma la loro intelligenza, ribadisce, permette con naturalezza di interagire con loro e sono i limiti dell’essere umano, il suo vedere gli animali solo come oggetti di cure e non come soggetti di diritti, il motivo per cui lo scambio non si realizza. “L’idea della loro presunta inferiorità è la vera barriera”.

Quindi, pur essendo persone il cui mestiere è curare gli animali, la maggior parte dei veterinari non ha del tutto superato la visione aristotelica del mondo, visione secondo cui gli schiavi e gli animali sono nati per servire gli uomini.

Essi sono lo specchio di una società nella quale “mentre alcune persone interloquiscono direttamente con i loro compagni animali, molti se ne stanno in immaginari castelli inviolabili dagli altri esseri. Altri ancora non hanno la voglia o l’occasione di fraternizzare con gli animali. Oppure costruiscono barriere del tutto arbitrarie: il cane o il gatto di casa sono ‘speciali’ e quindi diversi, mentre gli altri possono essere semplici oggetti, cibo, vestiti, divertimento…”.

Annota, quindi, Moriconi: “Mi vengono in mente i milioni di esseri umani che ospitano nelle case cani, gatti, pesci, uccelli, animali esotici, la maggior parte senza cercare di capire il mondo animale al di là dell’essere relegato in casa. Possono viziare e coccolare il gatto, ma non si coinvolgono se vedono un bovino malamente relegato in uno spazio angusto. Non vedono la sofferenza che non sia quella immediatamente vicina a loro. Soffrono per il dolore dell’animale di casa ma non vedono quello altrui. Mangiano la bistecca senza capire quello che accade negli allevamenti e lo stress che rappresentano”.

Attraverso le storie, le narrazioni semplici, a volte curiose, a volte tristi, del libro, Moriconi ripercorre, sul filo dei ricordi, più di trent’anni di vita professionale, raccontando insieme anche il percorso umano che lo ha reso uno dei veterinari più attivi e schierati sul fronte dei diritti animali.

Enrico Moriconi è, infatti, un veterinario che ha cercato di mettersi dalla parte degli animali, non solo per curarne le sofferenze fisiche ma anche per aiutarli ad affermare il proprio diritto alla vita e alla non sofferenza, ponendosi accanto ai movimenti animalisti italiani e fornendo il proprio contributo di esperienza e di passione. “Ci sono molti modi di essere veterinario: io stesso, nel corso di questi anni sono cambiato. Ho iniziato la professione pensando che il mio compito principale fosse quello di curarli, ho finito per comprendere che era mio dovere anche difenderli”.

Per questo, tra le iniziative intraprese da Enrico Moriconi vi è la nascita di un’Associazione per mettere in contatto tutti i veterinari animalisti. “Ho fondato l’A.V.D.A. per costruire insieme a loro una rete, per lavorare insieme a proposte di legge migliorative della situazione degli animali, elaborare pareri, relazioni tecniche, pubblicazioni, documenti scientifici attinenti alla tutela del benessere e dei diritti degli animali, mettendoli a disposizione di enti, magistratura, polizia, cittadini, associazioni animaliste.

Attraverso il sito internet www.avda.it mettiamo a disposizione di tutti l’esperienza e la sensibilità maturata sul campo”.


E, conclude Moriconi, “un motivo di speranza è che vi può essere un cambiamento nei pensieri di ognuno di noi e ciò può portare a modificare il pensiero collettivo”. L’autore cita l’esempio di Tom Regan, uno dei padri del moderno animalismo, che racconta nelle sue memorie e ripete spesso nelle sue conferenze che da giovane sembrava destinato a fare il macellaio. Poi è cambiato il suo modo di guardare agli animali e così è cambiato anche il suo lavoro, il suo impegno e la sua vita.

“Sta crescendo – scrive Moriconi – una nuova sensibilità e sempre più persone condividono l’idea che tutti i viventi sono fratelli, ospiti di una sola terra, riscaldati dallo stesso sole, accomunati da un solo destino di nascita, vita, gioia, sofferenza e morte […]. Chi ancora pensa che l’altro essere sia diverso da sé, può fare il passo se comprende che la sofferenza fisica e psichica è uguale per tutti i viventi”.


Enrico Moriconi
è medico veterinario e presidente dell’Asvep (Associazione culturale veterinaria di salute pubblica). È stato consigliere regionale dei Verdi in Piemonte. È autore di numerose pubblicazioni tra le quali: Nutrirsi tutti inquinando meno a cura del Centro di Documentazione di Pistoia e Medicina veterinaria e bioetica in Quaderni di Bioetica. Ha scritto il soggetto del videoLa fabbrica degli animali presentato a Cinemambiente 1999. È membro del Comitato Scientifico Anti Vivisezione, e dal 1999 del Comitato Scientifico nazionale di Legambiente.

E. Moriconi, Cuori con la coda. Storie di animali e veterinari, Cosmopolis, Torino, 2008.

www.enricomoriconi.it
www.avda.it

1 Commento

Archiviato in Benessere Animale

Una risposta a “Libro di un veterinario animalista “Cuori con la coda”

  1. EVA

    Sono felice di trovare veterinari animalisti..non è così scontato ed è quello che cercavo. Avviso però la pericolosità infettiva del sito A.V.D.A. che l’antivirus del mio ufficio ha segnalato ripetutamente. Si può rimediare??? Altrimenti è impossibile navigare ed è un vero peccato!!! Diffondere diffondere il rispetto per tutti gli animali anche quelli di allevamento considerati solo esseri da sfruttare e tenere in prigione, una vera vergogna. Insopportabile .
    Eva animalista e vegetariana

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