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TORINO 20-21 settembre 2014 REPORT delle GIORNATE TORINESI: ALLEVAMENTO ETICO E SOSTENIBILE

carla torinoREPORT GIORNATE TORINESI: ETICO E SOSTENIBILE
Si sono concluse le 2 giornate torinesi che hanno trattato di produzione e consumo nel rispetto degli esseri
viventi e dell’ambiente.
In una cornice speciale – i locali dell’ex Ospedale Omiopatico di Torino, per anni in disuso ed ora sede di
attività culturali – ci si è ritrovati per parlare di sostenibilità ambientale, consumo consapevole, nutrizione
di qualità.
Relatori e argomenti diversi tra loro ma in perfetta sinergia; riflessioni, approfondimenti, informazioni su
animale/uomo/salute/benessere/omeopatia/cibo/ambiente in un intreccio ricco e profondo, nel rispetto e
nell’ascolto.
Introduce la Dott.ssa Nuovo, Presidente della SIOV, che punta l’accento sulle 2 parole chiave dell’incontro,
SOSTENIBILE ed ETICO. “Tenere su supportandone il peso” e “mantenere e condurre verso il futuro”: è
questo il significato che sta nell’etimo della parola. Per centinaia di anni la Natura ha sostenuto l’Uomo, ora
tocca all’Uomo sostenere la Natura, “per non compromettere la possibilità delle generazioni future di
rispondere ai propri bisogni (Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo)”. E parlando di etica la
domanda in questo caso diventa: può esistere una zootecnia etica? Non si tratta di dare giudizi morali ma di
divenire consapevoli della responsabilità che ci si assume in quanto consumatori. Scegliendo un cibo
piuttosto che un altro muoviamo un sistema che ci comprende e il nostro gesto quotidiano diventa quindi
importante, se non addirittura determinante, per le svolte future.
L’argomento è stato ripreso e allargato nell’intervento del filosofo Renato Lavarini, che ha saputo fornire
una “culla” di riflessioni dalla quale si sono dipanati gli interventi successivi. Mangiare, nutrirsi, non si tratta
di sinonimi! Entrambi i verbi esprimono un modo d’essere, una particolare visione del mondo: MANGIARE
come fare uso del mondo, NUTRIRSI come porsi in relazione col mondo. In un rapporto equilibrato, privo di
prevaricazione, l’Uomo, custode della Terra, saprà prendersene cura governandola, amministrandola,
conservandola e sviluppandola “con saggezza e prudenza come amministratore fiduciario di Dio, il quale ha
affidato questa buona creazione ai suoi figli” (P. Lapide – Bibbia tradotta, Bibbia tradita-)
Il Dr Magnetti ci ha portati in viaggio nel vegetarianesimo del passato e con il Dr Gorgerino si è entrati negli
alimenti per studiarne caratteristiche e qualità intrinseche. L’aspetto più strettamente legato alla dieta e
alla combinazione degli alimenti è stato affrontato con rigore la domenica mattina: il nutrizionista Mauro
Mezzogori ci ha “iniziati” alla dieta di segnale e la chef vegana Elena Albera, peraltro anche addetta alla
ristorazione durante i break, ci ha deliziati con la sua esperienza e le sue ricette semplici e veloci.
In finire di mattinata del sabato la divertente scenetta teatrale, sul tema cibo finto o cibo sano, ha portato
una ventata di ilarità su un tema così spinoso. Bravi i due attori dilettanti!!! Da ripetere in altre sedi.
La Dott.ssa Tarantola ha parlato dell’impegno istituzionale (Università) sui 3 campi: animali, uomo,
ambiente; ha illustrato una ricerca volta a valutare la percezione del benessere dei propri animali da parte
di un campione di allevatori, il loro senso di responsabilità morale nei confronti degli animali stessi e la loro
propensione al miglioramento anche attraverso progetti di cooperazione.
Il Dr Moiraghi si occupa di agricoltura biodinamica e ha illustrato come sia possibile valutare
oggettivamente le caratteristiche intrinseche dell’alimento, non legate alla parte meramente materiale del
cibo, alle sue componenti fisiche, ma a quelle più “sottili”, definite formatrici. Attraverso l’analisi
morfologica degli alimenti, in particolare la cristallizzazione sensibile e la cromatografia circolare, si evidenziano le forze di crescita e di maturazione. L’alimento coltivato in armonia ed equilibrio dona
immagini ripetibili, da cui si discostano (immagine alterata nella struttura o con forti anomali) gli alimenti
coltivati, trasformati , conservati o cotti in modo tale da demolirne le forze vitali.
La Dott.ssa Pisseri, la Dott.ssa De Benedictis, il Dr Venezia e il Dr. Fazzi, veterinari impegnati sul campo,
hanno portato le loro esperienze mostrando quanto la conoscenza dell’etologia delle diverse specie
d’allevamento sia un requisito indispensabile per la tutela della loro salute; solo garantendo modalità di
allevamento in accordo con le esigenze etologiche di ogni specie si potrà garantire benessere e di
conseguenza fare prevenzione sanitaria. Il messaggio è stato reso più esplicito dal bellissimo filmato
prodotto nell’azienda agricola Boccea (Roma), in cui viene mostrato come sia possibile, gratificante e di
valore etico allevare in tale modo: pascolare, avere una vita di branco, i vitelli con le madri, libertà di
muoversi e di ESSERE, la relazione con l’uomo improntata alla fiducia e non alla paura! Nel filmato sono
mostrati anche i momenti importanti in cui viene prescritta e somministrata la terapia, in questo caso
rigorosamente omeopatica.
L’impiego dell’Omeopatia come valido supporto terapeutico per la prevenzione e la cura nell’allevamento
viene mostrato nei suoi aspetti generali e peculiari dalla dott.ssa Pisseri ; bassi costi, zero impatto
ambientale, approccio del tutto innovativo. Le patologie vengono affrontate con successo, è necessaria
però una preparazione specialistica adeguata.
La Dott.ssa Zanino, pediatra omeopata, ci parla delle ripercussioni che ha sulla salute dei bambini la qualità
degli alimenti e illustra le ultime linee guida riguardanti lo svezzamento e l’alimentazione dell’infanzia,
totalmente rivoluzionate rispetto al passato. Ci racconta infine della sua esperienza di pediatra, tra
difficoltà e soddisfazioni nell’ accompagnamento delle madri verso il cambiamento.
Sempre in tema di Omeopatia, il Dr Iodice si occupa del benessere umano e mostra, in finire di convegno, la
singolarità del metodo che, passando per un’approfondita anamnesi e prestando attenzione alla singolarità
dell’individuo in ogni sua manifestazione, attraverso lo studio dell’analogia tra quadro patologico indotto
dalla sostanza e quadro patologico presentato dal malato, permette al medico di operare una scelta
terapeutica personalizzata.
Terminano così due giornate ricchissime. Informazioni importantissime per chi vuole essere protagonista
delle proprie scelte alimentari, per chi non intende fermarsi alla superficie delle cose, per chi intende fare
della propria vita un percorso di crescita costante.

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Torino, 20-21 settembre 2014 allevamento etico e sostenibile

Torino 20-21 settembre 2014 (1)

Polo Culturale Lombroso16
Via Cesare Lombroso 16 – 10125 Torino
Etico e sostenibile: produzione e consumo nel
rispetto degli esseri viventi e dell’ambiente.
Per un ambiente sostenibile, per un consumo
consapevole, per una nutrizione di qualità.

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allevamento agroecologico dal sito www.francescapisseri.t

Articolo di Francesca Pisseri medico veterinario Pisa tratto dal sito http://www.francescapisseri.itIMG_1716

L’ Agroecosistema è un ecosistema utilizzato a scopi agricoli. E’ creato dall’ uomo il quale organizza l’ attività agricola su un ecosistema preesistente. In un agroecosistema l’ energia solare è la forza motrice, viene convertita in biomassa dalle colture, e in parte ( residui colturali) trasferita nel suolo sotto forma di sostanza organica, che i microrganismi in parte mineralizzano, rifornendo di nuovo le colture con elementi nutritivi. La biomassa colturale asportata con il raccolto può essere trasformata dagli animali allevati in produzione secondaria. Le deiezioni animali reintegrano la fertilità del suolo. L’ elemento sostanziale di differenza tra ecosistema e agroecosistema è l’ asportazione delle biomasse vegetali e animali ( produzione ) che può indurre una perdita di energia e materia tale da pregiudicare la capacità dell’ agroecosistema di autosostenersi. Tanto più l’ agroecosistema si allontana dall’ equilibrio quanto più sono necessari apporti energetici e chimici esterni.Il sistema definito industriale è nella sua essenza fortemente squilibrato, necessita quindi di continue correzioni tramite apporti esterni, di tipo chimico e di energia fossile. Nell’ agricoltura industriale i seguenti elementi sono di estrema importanza: meccanizzazione ( piu’ energia ausiliaria), concimazione minerale in luogo della concimazione organica aziendale e della rotazione delle colture, controllo chimico infestanti , fitopatie e malattie degli animali, irrigazione in aggiunta ad acqua meteorica, impiego di varietà vegetali e razze animali selezionate per ottenere grandi produzioni ( e non per la loro adattabilità all’ ambiente ). Nel sistema di produzione definito agroecologico l’ elemento di controllo e intervento umano è di fondamentale importanza, cambia però la sua forma rispetto a quello industriale : conoscenza di suolo, piante, animali, interazioni tra essi, scelta delle specie piu’ adatte all’ ambiente e non viceversa, interventi correttivi in caso di squilibri, gestione sanitaria basata su prevenzione ( omeopatia ). Quindi in tale sistema l’ apporto in informazioni ( cultura) è più importante rispetto all’ apporto in energia fossile e chimica del sistema convenzionale. Si preferisce utilizzare il termine AGROECOLOGICO anzichè BIOLOGICO in quanto il metodo di produzione biologico, che si rifà al rispetto delle attuali normative in materia, è basato essenzialmente sulla riduzione degli imput chimici, ma utilizza ben poco concetti di agroecologia, per esempio per quanto concerne la gestione dei pascoli, è quindi necessaria una evoluzione delle tecniche di allevamento seguendo i principi della permacoltura e della agricoltura sinergica.

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Fattoria Lydia – Riparbella PISA Allevamento Etico

Il nostro allevamento biologico di ovini e suini rispetta rigorosamente i seguenti principi etici:

TRASPARENZA: avete diritto di venire a visitarci per vedere come produciamo il cibo che comprate.

EQUITA’: la nostra produzione non impone “costi” agli altri, il nostro allevamento rispetta la sostenibilità del ciclo naturale, non produciamo rifiuti ne inquiniamo la falda o i terreni e l’acqua altrui… il prezzo maggiore di un prodotto biologico deriva dal fatto che il prezzo non scarica su altri i costi dell’inquinamento…

UMANITA’: non infliggiamo sofferenze agli animali per ragioni di secondaria importanza, i nostri animali hanno un ciclo di vita “naturale”, nascono e crescono liberi con i loro genitori, si nutrono secondo le loro abitudini e si riproducono secondo il loro ciclo.

La nostra fattoria biologica si richiama a tutti i principi dell’agricoltura tradizionale tra cui la biodiversità e l’utilizzo di semi locali misti sullo stesso appezzamento, semi locali che in seguito ad una plurisecolare processo di adattamento si sono talmente abituate alla convivenza che nessuno sottrae sostanze nutritive all’altra, l’utilizzo di questi miscugli sebbene non idonei alla vendita sono perfetti per il bestiame locale sia per quanto riguarda la resa per ettaro che la qualità nutrizionale, il tutto senza necessità di derivati chimici quali diserbi, concimi e anticrittogamici, è qui che noi ci consideriamo un agricoltura normale che non ha bisogno di pillole magiche per poter essere ma perchè in armonia con la natura che ci circonda.

Tutto il nostro allevamento impostato sull’autosufficienza, rigettiamo il principio della massimizzazione della produzione per poter vendere sempre di più ed ottenere così splendidi bilanci annuali con ricavi di anno in anno maggiori; noi crediamo nella necessità di utilizzare il terreno nei limiti della sua capacità di auto-rigenerarsi, certo alcune tecniche agronomiche aiutano il terreno (rotazioni e concimazioni con letame, etc…) e queste derivano dall’applicazione della mente umana nella ricerca del miglioramento ma non puntano alla massimizzazione del profitto nel breve periodo bensì alla conservazione di quella risorsa limitata che è il terreno stesso.

ovini pecore zerasche zeri

Con la prevenzione e cura attenta del benessere dei nostri animali riusciamo a seguire i nostri animali con l’omeopatia, soprattutto nel controllo delle verminosi e delle mastiti, situazioni tipiche negli Ovini.

Gli agnelli e i suinetti nascono liberi con le loro mamme e vengono da esse allevati con il solo latte materno almeno per tre mesi, solo allora quando ormai hanno iniziato a mangiare la stessa alimentazione della mamma vengono svezzati definitivamente, questo fa si che l’accrescimento sia inferiore rispetto agli allevamenti intensivi ma ci permette di avere animali più sani e robusti e adatti alla vita brada.


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