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Prima giornata della Medicina Alternativa e Complementare

VOLANTINO 1¡giornata medicina  alternativa e complementareLOCANDINA 1¡giornata medicina  alternativa e complementare

Associazione Culturale Ettore Apollonj
Con il patrocinio della Federazione Italiana Associazioni Medici Omeopati e
della Società Italiana di Omeopatia Veterinaria
sabato 9 febbraio 2013
Villa Apolloni – Via Tuscolana, 26 – Frascati

Prima giornata della
Medicina Alternativa e Complementare
omeopatia – omeopatia veterinaria – fitoterapia – preparazioni galeniche e magistrali

Relatori

Prof. Marcello Teodonio   –  Presidente dell’Associazione
Prof. Francesco Eugenio Negro –   Medico omeopata – Storico dell’omeopatia
Dott. Gavina Costini –   Medico omeopata
Dott. Carla De Benedictis   – Medico veterinario omeopata (Siov)
Dott. Pietro Venezia – Medico veterinario omeopata  in produzioni biologiche  (Siov)
Dott. Giandomenico Lusi –  Medico omeopata (Coord Fiamo Lazio)
Dott. Cosimo Violante – Farmacista- Consulente scientifico Acef – Esperto in fitoterapia-   Preparazioni    Galeniche e Magistrali.

Programma

Moderatori Prof. Marcello Teodonio e Dott. Cosimo Violante

Ore 10,00  Inaugurazione del Convegno a cura del  Prof. Marcello Teodonio
Ore 10,30 Prof. Francesco Eugenio Negro – L’omeopatia nella storia dell’umanità
Ore 11,15 Dott. Cosimo Violante – Il preparato magistrale come quando e perchè.
Ore 11,45 Dott. Gavina Costini –  Omeopatia : Un’unica medicina quella che non nuoce!
Ore 12,30 Dott. Carla De Benedictis – Cosa è degno di essere curato negli animali?
Al termine degli interventi il pubblico potrà porre domande ai relatori

Ore 13,30 Light Lunch offerto dall’ Associazione

Ore 15,00 Dott. Pietro Venezia – Il gesto consapevole: alternative di vita e produzioni ecosostenibili
Ore 15,45  Dott Giandomenico Lusi – Omeopatia scelta o necessità?
Ore 16,30 Dott. Cosimo Violante – Fitoterapia e terapia anti-aging
Ore 17,30 Conclusione del convegno a cura  Prof. Marcello Teodonio e Del Prof. Francesco Eugenio Negro  – Presentazione del  Museo dell’Omeopatia di Roma
Al termine degli interventi il pubblico potrà porre domande ai relatori

Sede – Frascati –Villa Apolloni – Via Tuscolana, 26 -tel 06 94010269
www assculturalettoreapolloni.blogspot.it

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Omeopatia, ‘alternativa meno tossica’ Conferenza stampa della FIAMO

Omeopatia, ‘alternativa meno tossica’

Una scienza medica spesso avversata dai pregiudizi

di Maurizio Righetti 

L’omeopatia continua ad essere una scienza medica complessa e discussa. Alla quale non giova la cattiva informazione. E’ la ragione che ha spinto la Fiamo (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati) ad organizzare a Milano – molto ‘simbolicamente’ al Circolo della Stampa – un affollatissimo ‘media tutorial’. Per chiarire concetti vecchi e ribadirne altri forse meno noti come il fatto che l’omeopatia conviene al sistema sanitario; che spesso si tratta di una alternativa farmacologia (naturale) meno tossica; che è medicina di primo livello perché stimola il corpo a reagire da solo, quando è sufficiente; che le cure – tutte – non vanno abbandonate.

Che vi siano dei pregiudizi nei confronti dell’omeopatia è assodato. Basta pensare al fatto che i medici ‘tradizionali’, i loro organismi e le istituzioni sanitarie non si stancano di ripetere quanto sia utile alimentarsi in modo sano o attuare stili di vita corretti e poi – molto spesso – bollare ogni medicina alternativa come inefficace. Nella migliore delle ipotesi.

A cercare di rendere il quadro più chiaro, almeno dal loro punto di vista, sono stati tre medico-chirurghi: il presidente della Fiamo, Antonella Ronchi; il consigliere nazionale Giuseppe Fagone; Giuliana Stolfi, ginecologa, componente della federazione di categoria. Vediamo quanto ne è emerso.

Omeopatia, cos’è e cosa non è. Personalizzazione della terapia
L’omeopatia, o medicina omeopatica, è un metodo diagnostico, clinico e terapeutico, formulato alla fine del 18.mo secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843), basato sulla “Legge dei Simili” e sull’uso di medicinali a “dosi infinitesimali”. La Legge dei Simili afferma che è possibile curare e guarire un malato somministrandogli una sostanza che, in un uomo sano, riprodurrebbe i sintomi caratteristici della sua malattia. (il termine “Omeo-patia” deriva dal greco “omoios”, simile, e “pathos”, sofferenza). Nella pratica clinica omeopatica il medico, dopo aver comunque formulato una diagnosi medica tradizionale, prende in considerazione la sintomatologia totale, psichica e fisica del malato e somministra il medicinale più simile ai sintomi peculiari con i quali il malato manifesta la sua malattia: la terapia è, dunque, strettamente personalizzata. Per l’omeopatia, infatti, ogni disturbo è cosa a sé stante, non esiste una “pastiglia” efficace per tutti: la scelta del rimedio deve tenere conto non solo delle caratteristiche dei sintomi, ma anche delle qualità psichiche del singolo paziente. La terapia omeopatica agisce in sintonia con la reazione naturale di difesa e di riequilibrio dell’organismo, stimolandolo, e porta ad un miglioramento o ad una guarigione naturali, frutto della correzione dello squilibrio funzionale che aveva portato all’affiorare dei sintomi di malattia.

Niente tossicità, nessun effetto collaterale
La Farmacologia Omeopatica è costituita da una serie di medicinali che derivano dal mondo minerale, vegetale ed animale. Ogni sostanza è stata singolarmente sperimentata sull’uomo sano per evidenziarne i sintomi che può provocare. Il rimedio è somministrato al malato in dosi infinitesimali, ottenute attraverso progressive diluizioni. In virtù delle dosi infinitesimali, il medicinale omeopatico è totalmente privo di tossicità e di effetti collaterali: viene, infatti, normalmente utilizzato anche in gravidanza e nella prima infanzia.

Non si tratta di una “altra medicina”
L’omeopatia è una scienza medica di dominio della medicina, non della chirurgia. Affronta situazioni spesso non chiare e definite a livello di diagnosi, come eventi acuti non gravi. Ha una sua scientificità ed una sua sperimentazione, non è “un’altra medicina”, ma abbraccia una visione diversa della medicina: il punto di partenza è infatti la storia del paziente e il successivo sfruttamento delle sue risorse.

Il ruolo del farmacista
Il farmacista è una figura essenziale nella pratica dell’omeopatia. Il suo ruolo consiste nell’informare il paziente, consigliare i comportamenti, affrontare i casi semplici, inviare al medico i casi complessi e i non responders anche apparentemente semplici, rafforzare il messaggio terapeutico del medico.

L’informazione del farmacista può servire a far comprendere la differenza fra le singole medicine non convenzionali definendole nella loro essenza e permettendo al cittadino di scegliere consapevolmente cosa sia più adatto a lui. L’informazione serve anche per affrontare l’automedicazione e la differenza fra semplici disturbi, che vanno trattati con cambi del regime di vita o comuni presidi, e malattie che invece necessitano dell’uso di medicine. Spesso il farmacista è un consulente importante per comprendere i propri bisogni di salute e individuare percorsi possibili: può dare consigli sugli stili di vita e sui mezzi di prevenzione più adeguati, non solo quelli farmacologici. Può anche indirizzare l’uso dei presidi e dei prodotti sanitari e, se necessario, consigliare l’accesso allo studio del medico. Altrettanto importante è il suo ruolo nel trattamento delle patologie acute, stagionali e nel trattamento dei sintomi in attesa dell’intervento del medico. Un farmacista che consiglia l’omeopatia ai cittadini che si rivolgono al suo banco, fa esattamente tutto quello che fanno tutti i farmacisti, solo con un approccio differente. Il farmacista ha un ruolo fondamentale nel rafforzare il messaggio del medico.

Attenzione primaria alla qualità della vita
L’omeopatia è rivolta a tutti quei cittadini che vogliono curarsi con un metodo che rispetti l’idea di unità dell’organismo vivente, che riconoscono l’intrinseca continuità, all’interno della propria vita, fra gli eventi, siano essi fisici che emotivi. E a quanti ritengano necessario curarsi nel rispetto della qualità della vita, nel rispetto dell’ambiente circostante e della vita degli altri esseri viventi. Secondo gli esponenti Fiamo, l’omeopatia può curare tutte le patologie che sono trattabili con la medicina, salvaguardando ciò che è di pertinenza chirurgica o fisioterapica. Dalla gravidanza alle fasi più avanzate della vita è possibile rivolgersi ad un omeopata per prendersi cura della propria salute o per curare la propria malattia.

I dati statistici
Secondo il Rapporto Eurispes 2010, sono 11 milioni gli italiani che costantemente, prevalentemente o saltuariamente si affidano a trattamenti di medicina non convenzionale: corrispondono al 18,5% della popolazione totale. Sono invece 30 mila i medici italiani che applicano costantemente o saltuariamente l’omeopatia o le omeoterapie. E’ del 3% l’anno la quota di crescita del mercato dell’omeopatia e omeoterapie, in minima parte dovuta all’aumento dei prezzi. Il fatturato annuo delle aziende italiane del settore è di 310 milioni di euro. Oltre 27 milioni sono le confezioni vendute in farmacia nel 2010.

Il medicinale omeopatico. La prescrizione è sempre un atto medico
Le legge italiana, che appplica direttive europee, da una definzione precisa di “medicinale omeopatico”: è “ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità Europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze”.

La definizione, spiegano gli esponenti Fiamo, è esclusivamente “farmaceutica” (funzionale solo alla uniformità della produzione e della distribuzione dei medicinali in tutta l’area dell’Unione Europea) e non tiene conto delle varie metodiche prescrittive del medicinale omeopatico. Il medicinale omeopatico è dunque un medicinale prodotto a partire da una sostanza di base, attraverso “diluizioni” progressive alternate a “succussioni” ad ogni passaggio.

I medicinali antroposofici hanno modalità di preparazione diversa anche se simile, ma vengono considerati ed omologati come “omeopatici” e sono sottoposti allo stesso regime legislativo.

I medicinali omeopatici possono essere qualificati come “Unitari” o “Complessi”:
Unitario è il medicinale omeopatico utilizzato nell’omeopatia classica, contenente un’unica sostanza, già sottoposta a sperimentazione sull’uomo sano. Cioè un qualsiasi medicinale fabbricato omeopaticamente, contenente comunque un’unica sostanza. Complesso è il medicinale omeopatico composto da più sostanze, in formulazione fissa.

Farmaci non a carico del Servizio sanitario nazionale
Nella legislazione italiana la prescrizione del medicinale omeopatico è considerata “atto medico” ed è riservata esclusivamente a medici, veterinari e odontoiatri.

Il 30 marzo 2011 l’allora ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha annunciato la creazione di una nuova classe del prontuario farmaceutico: la classe “O”, riguardante i medicinali omeopatici. L’iniziativa, la cui realizzazione pratica è affidata all’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), è in linea con una direttiva europea recepita dall’Italia. L’AIFA ha reso noto che, a breve, in Europa si avrà il primo prodotto omeopatico registrato con il mutuo riconoscimento, procedura utilizzata fino ad oggi solo per i farmaci tradizionali. Dunque, i medicinali omeopatici entreranno nel prontuario farmaceutico ma non saranno a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Omeoterapia e bambini. “Abuso degli antibiotici”
Molto spesso il primo modo che gli adulti hanno per conoscere l’omeopatia è curando i propri figli. In genere la preoccupazione dei genitori è quella di evitare sostanze che abbiano effetti collaterali significativi, di ridurre il consumo di farmaci per le singole malattie o, per motivi ideologici, di non esporre i figli a quello che ritengono dannoso. Spesso l’accesso allo studio dell’omeopata avviene dopo lunghi periodi di malattie non efficacemente trattate dalla medicina ufficiale, o trattata efficacemente, ma con l’insorgenza di altri disturbi. La natura particolarmente reattiva dei bambini sembra rendere più rapido e semplice il risultato con la medicina omeopatica. Questo, sostengono i medici della Fiamo, è spesso motivo di meraviglia per i genitori che decidono di curarsi con l’omeopatia. “Non apparirà allora strano – sostengono – che i risultati delle ricerche di istituti autorevoli come il ‘Mario Negri’ di Milano sembrino indicare la necessità di ridurre l’uso dei farmaci nei bambini, oltre che negli adulti, e che questa necessità venga letta dai genitori come una indicazione a trovare vie terapeutiche più naturali’. Secondo l’Istituto Negri (convegno “Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico”), la maggioranza dei bambini italiani è sana, ma assume in media tre farmaci all’anno per le comuni malattie dell’infanzia. Ad esempio: il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico durante l’anno contro il 14% dei bambini inglesi. La percentuale varia da regione a regione: in Puglia, ad esempio, raggiunge il 69% mentre nel Lazio è al 36%. Anche la nascita è diventata un evento sempre più medicalizzato: i parti cesarei sono il 38% del totale, la più alta percentuale dei Paesi europei. Al contrario “il medico omeopata fornisce negli stessi casi delle risposte che non sono solo terapeutiche, ma anche consigli e disponibilità al dialogo, che si è rivelato il modo migliore per ridurre la pressione genitoriale sul sistema sanitario di fronte a quelle che vengono vissute come urgenze sanitarie, quando invece sono semplicemente modalità di sviluppo del bambino e modi di rispondere agli stimoli esterni e alla fisiologia”.

Il Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Robert Koch di Berlino ha realizzato un’inchiesta dalla quale è emerso come l’omeopatia sia sempre più diffusa tra i pazienti pediatrici in Germania. I dati raccolti da 17.450 pazienti, di età compresa tra zero e 17 anni, nel triennio 2003-2006, mostrano come l’omeopatia sia ampiamente utilizzata in particolare tra le classi socioeconomiche più elevate e nella fascia d’età tra zero e 6 anni. L’uso dei medicinali omeopatici era più frequente nei bambini allattati al seno oltre i 6 mesi di vita e le cui madri avevano un titolo di studio più elevato.

Omeopatia e veterinaria
Da molti anni l’omeopatia viene applicata in modo sistematico alla veterinaria, sia perché gli animali rispondono molto bene alle medicine omeopatiche, sia perché questo riduce notevolmente la loro esposizione ad effetti tossici. L’omeopatia, secondo la Fiamo, “dovrebbe essere la prima scelta nella cura degli animali perché rispetta le caratteristiche di ciascun animale ammalato, stimola i naturali processi di guarigione, si è rivelata una medicina in grado di guarire rapidamente le forme acute e cambiare l’andamento delle malattie croniche, anche di quelle più gravi”.

“Un cane non guarisce perché si è convinto che può guarire”
I risultati ottenuti in veterinaria “rendono molto deboli le tesi di quanti sostengono che l’omeopatia agisca esclusivamente per effetto placebo. E’ difficile sostenere che la mastite di una mucca da latte o la dermatite di un cane, come pure una displasia dell’anca, guariscano perché l’animale si è convinto che può guarire”. A livello europeo, perché un allevamento possa definirsi “biologico” deve essere trattato con medicine naturali (omeopatia, ma anche fitoterapia o agopuntura). Molti allevatori hanno così scoperto come l’omeopatia, oltre che guarire rapidamente e bene i loro animali, faccia spendere meno e renda più remunerativo l’investimento in salute. La Fiamo ha un proprio dipartimento che si occupa specificatamente di medicina omeopatica in veterinaria. Fra le scuole aderenti alla federazione, ve ne sono numerose riservate a questa categoria.

Patologie di confine – L’omeopatia non guarisce dal cancro
Con il termine “Patologie di confine”, vengono definite le tante malattie che, pur ben diagnosticate e definite con accuratezza, non hanno una terapia che sia in grado di guarirle quando non almeno di arrestarle. Sono le patologie autoimmunitarie, le malattie croniche degenerative, le patologie con diagnosi incerte e gli stadi conseguenti alle terapie antineoplastiche. In tutti questi casi la terapia ha solo un intento palliativo: pur mantenendo una condizione di stand by della patologia non riesce a farla regredire o mantiene il risultato, ma a prezzo di importanti effetti collaterali. Numerosi pazienti con patologie di questo tipo si rivolgono all’omeopatia, “perché sperano di essere curati oppure perché hanno avuto modo di assistere a guarigioni di compagni di malattia che si erano rivolti ad un omeopata”. Ogni omeopata “ha chiaro che i risultati in questo tipo di patologie sono molto legati alla gravità del caso specifico e all’associazione della singola patologia con altri quadri patologici”. In genere “non alimenta illusioni e non sottrae i pazienti alle cure in atto, se non dopo aver constatato un progressivo miglioramento del quadro clinico e strumentale”. L’omeopatia non guarisce il cancro, ma sicuramente si prende spesso cura dei pazienti con malattie tumorali e ne migliora la sintomatologia, anche quella conseguente alle chemioterapie e alle radioterapie.

Un “decalogo” a tutela dei pazienti
La Fiamo ha stilato un decalogo di raccomandazioni sull’omeopatia che possano tutelare il paziente.
Parlane con il tuo medico. Se pensi di poterti curare con una di queste terapie, parlane comunque sempre anche con il tuo medico curante.

Non abbandonare in nessun caso le terapie convenzionali senza averne prima discusso con il medico

Non affidarti a “presunti” ricercatori o esperti, al sentito dire, al fai-da-te, o ai consigli di amici e conoscenti. Non affidarti all’automedicazione se non per disturbi minori o piccole patologie e, comunque, di breve durata. Parlane sempre con il farmacista o con il medico

Non assumere né raccogliere. Non assumere prodotti a composizione segreta, privi di etichetta o senza consiglio di un esperto. Non assumere, se non prescritti, prodotti naturali in gravidanza o allattamento. In campi, prati o boschi non raccogliere erbe spontanee per farne preparati ad uso medicinale

Diffida di canali distributivi come Internet o delle vendite domiciliari prive delle dovute garanzie. Diffida della pubblicità di terapie o rimedi miracolosi

Informati sempre sui reali vantaggi di ogni terapia, sulle garanzie di sicurezza ed efficacia, in particolare quando ti venga proposta come sostitutiva di quella convenzionale

Consulta sempre un medico o un farmacista quando devi o vuoi somministrare un prodotto naturale ad un bambino o ad un anziano, anche se sani, e a maggior ragione se malati o in terapia con altri farmaci

Affidati per una terapia complementare o non convenzionale sempre ad un medico esperto, chiedendo al tuo medico di famiglia, alla tua ASL, all’Ordine dei Medici della tua Provincia e a Società Scientifiche accreditate

Conserva i prodotti nella loro confezione di origine, lontano dalla portata dei bambini, all’asciutto, lontano da fonti di luce o di calore

Segnala sempre al tuo medico o al farmacista ogni sospetta reazione avversa ad un medicinale o prodotto naturale. Segnala all’Ordine dei medici o dei farmacisti chiunque ti prescriva o pratichi terapie complementari, non convenzionali o “alternative”, senza averne i requisiti professionali

Le opportunità “alternative” sono varie – I prodotti naturali non sono “sicuri” per definizione
Le medicine complementari e non convenzionali comprendono medicine e pratiche che formano un insieme di terapie, a volte ritenute anche alternative, molto diffuse in Italia e nel mondo. Le più conosciute sono l’agopuntura, la medicina tradizionale cinese, l’omeopatia, la fitoterapia, le manipolazioni osteo-articolari e la medicina ayurvedica (metodo terapeutico naturale di cui l’aspetto più conosciuto è la prescrizione di preparati a base di erbe e sostanze naturali). Le medicine complementari e non convenzionali sono di volta in volta connotate come complementari, non convenzionali, integrative, tradizionali, non ortodosse, olistiche, naturali e dolci.

Nella maggior parte dei casi, la loro efficacia si basa sull’uso e la pratica consolidata, invece che su evidenze prodotte con gli stessi metodi scientifici utilizzati per i trattamenti convenzionali. Ad oggi, sono numerosi gli studi che sottolineano l’importanza del loro impiego in alcune situazioni, come ad esempio l’agopuntura e la fitoterapia nell’affrontare la depressione. In alcuni Paesi o Regioni, le medicine complementari e non convenzionali sono offerte dai servizi sanitari pubblici.

Partendo dalla premessa che si tratta di terapie ritenute in genere responsabili di minori effetti collaterali rispetto alle terapie convenzionali, si è discusso e si continua a discutere sulla loro sicurezza: è certamente sbagliato ritenere che i prodotti “naturali” come quelli erboristici, integratori, fitoterapici ed omeopatici siano sicuri per definizione. Tutti, infatti, possono avere effetti collaterali, reazioni allergiche o sono in grado di interagire con altri farmaci. Inoltre, per legge non hanno un foglietto illustrativo che riporti avvertenze o modalità d’uso.

Quando, però, queste terapie sono consigliate o prescritte in modo non appropriato o senza la dovuta competenza, allora la salute dei cittadini può essere messa a rischio. Questo avviene, in particolare, per:
-assenza o ritardo di diagnosi
-ritardo o abbandono senza motivo di terapie appropriate
-sostituzione di medicinali convenzionali con preparati “naturali” non adeguati
-preparazioni domestiche con erbe spontanee non controllate e non sicure
-preparati contenenti piante o estratti non idonei, contaminati, adulterati o tossici
-prodotti a composizione sconosciuta o con etichette non adeguate
-assunzione di dosi non corrette
-assunzione contemporanea di prodotti “naturali” e farmaci di sintesi

Consigli utili per un corretto utilizzo delle medicine omeopatiche
L’assunzione delle medicine deve essere fatta attenendosi alla prescrizione del proprio medico. E’ possibile, però, dare delle indicazioni di massima, che sono generalmente riconosciute dagli omeopati come buona norma. Ai cittadini pazienti, la Fiamo rivolge alcuni consigli concreti:
1) La prescrizione del medico è individualizzata sul vostro stato di salute: non variate autonomamente la prescrizione. Se dovete prendere tre gocce o tre granuli, tre volte al giorno non è la stessa cosa che prenderne nove tutte insieme.
2) Fate cadere le gocce o i granuli direttamente in bocca, che sia sopra o sotto la lingua non è fondamentale. Se dovete usare le gocce, trattenetele qualche secondo prima di ingoiarle; nel caso dei granuli, invece, lasciateli sciogliere. Se i bambini li masticano questo non ne riduce l’efficacia. Non toccate con le mani i granuli, poiché sono impregnati in superficie e potrebbero perdere la loro efficacia. Se fosse prescritto di sciogliere i granuli o le gocce in acqua, usate acqua ipominerale naturale. Attenetevi alle indicazioni del medico: se vi prescrive 5 granuli sciolti in mezzo bicchiere di acqua non aggiungetene di più, non serve.
3) Nella mezz’ora che precede e segue l’assunzione della medicina omeopatica evitate di mangiare o bere qualsiasi altra cosa, potete invece bere l’acqua. Nei casi acuti sarà il medico a darvi particolari indicazioni, per l’uso di cibi e bevande, in considerazione della possibilità di somministrazioni più frequenti delle medicine. E’ buona norma evitare di assumere cibi particolarmente speziati e sostanze molto aromatiche; se però lo fate evitate la loro assunzione nell’ora che precede e segue l’assunzione della medicina.
4) Conservate le medicine omeopatiche nella loro confezione in un luogo chiuso, asciutto e fresco, lontano dalla portata dei bambini, come per tutte le medicine. E importante tenerle lontano da fonti elettromagnetiche, come cellulari, computer, TV, microonde …
5) La comparsa di nuovi sintomi o il ritorno di vecchi è sempre molto importante: va subito segnalato al medico omeopata, che potrebbe decidere di variare la terapia.
6) Comunicate sempre al vostro medico omeopata se decidete di assumere altre medicine sia chimiche che naturali: vi saprà suggerire cosa fare, per non ostacolare il processo di guarigione.

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=11629

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Ancora allarme per l’antibiotico-resistenza in uomini e animali

Ancora allarme per l’antibiotico-resistenza in uomini e animali
Continua ad aumentare drammaticamente la resistenza agli antibiotici nella popolazione umana e animale: a lanciare l’allarme sono state le autorità di tutto il mondo, preoccupate per il cattivo uso ch si fa di questi prodotti. Qualche giorno fa le autorità della Cina hanno annunciato il caso di una bambina nata di appena 650 grammi alla 25° settimana di gravidanza, che sorprendentemente è risultata già resistente a 7 diversi tipi di antibiotici: secondo gli esperti la causa potrebbe essere che la madre durante la gravidanza abbia mangiato carne e uova contenenti grandi quantità di residui antibiotici. Un’inchiesta dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali ha rivelato che i mangimi industriali contengono spesso grandi quantità di antibiotici, ormoni e altri farmaci. Circa il 50% degli allevatori cinesi ha dichiarato di mescolare antibiotici e farmaci nei mangimi senza rispettare dosi o combinazioni, dal momento che la maggior parte di essi non ha competenze specifiche a riguardo, superando facilmente i limiti previsti per gli antibiotici nei mangimi. Secondo esperti dell’industria mangimistica cinese, ai maiali di alcuni Paesi, negli anni ’60, venivano somministrati residui antibiotici per accelerarne la crescita, e più tardi questi residui sono stati utilizzati anche dall’industria come additivi nei mangimi. Questi additivi artificiali, tuttavia, non sono degradabili e sono stati immagazzinati nelle carcasse come residui antibiotici. Il corretto uso degli antibiotici negli animali può accelerarne la crescita e proteggerli dalle infezioni, ma dosi eccessive o l’uso di farmaci inappropriati può causare la resistenza e mettere in pericolo la salute dei consumatori dei prodotti di origine animale.
Non diversa la situazione in Europa dove gli studiosi, in occasione della Giornata Europea degli Antibiotici, lo scorso 18 novembre, hanno avvertito che la resistenza ai farmaci rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica. L’Europa si trova ora a dover affrontare un possibile futuro senza antibiotici efficaci -dicono gli esperti- e questo non è accettabile. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), circa 400.000 pazienti all’anno potrebbero soffrire di infezioni resistenti ad antibiotici multipli, con 25.000 possibili decessi; un problema che potrebbe costare al settore sanitario quasi 1.5 miliardi di euro all’anno. Il Commissario Europeo alla Salute John Dalli avrebbe perciò proposto una nuova strategia globale per combattere la resistenza agli antibiotici a partire dall’anno prossimo: “per lungo tempo abbiamo promosso un uso prudente di questi farmaci, ma a quanto parte non è sufficiente”, ha commentato Dalli.

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Leishmaniosi e Ehrlichiosi canina

Cane maschio, Pit Bull, 4 anni circa, preso in un  canile del Lazio. Alla visita clinica l’animale si presenta in buone condizioni fisiche e buono stato di nutrizione, atrofia dell’occhio destro e completa cecità dell’occhio sinistro che appare morfologicamente normale. Aspetto bottonoso della cute, vasculite alle pinne auricolari, linfonodi retrofaringei e mandibolari aumentati di volume, linfonodi poplitei aumentai di volume, non dolenti. Non sappiamo se avesse mai manifestato atteggiamenti o comportamenti di aggressività. Al canile hanno fatto degli esami di laboratorio che hanno evidenziato la positività a Leishmania.

9 Aprile 2008

Tom è un cane curioso, non impaurito. Se qualcuno suona il campanello è il primo ad accogliere la persona senza abbaiare. Adora il tonno, ma mangia prevalentemente crocchette. Beve normalmente.

Leishmania IFT 1:160o (1:40); Ehrlichia canis IFT 1:254 (1:32)

Baryta carbonica 15 CH 3 Gocce BID

2 Maggio 2008

Leggero dimagrimento, cieco ma curioso, non impaurito. Adora il tonno, segue i gatti per casa e poili lecca. Sta sempre molto vicino e cerca la compagnia. Appena lo sgrido si irrigidisce e poi viene a cercare le coccole. Baryta carbonica 15 CH

27 maggio 2008

Lieve abbattimento, ancora lesioni focali cutanee e del pelo. Batte le palpebre sincronicamente con il battito cardiaco. Baryta 30 CH 3 gocce BID.

4 Giugno 2008

Leishmania IFT 1:160 (1:40); Ehrlichia canis IFT 1:64 (1:32)

Baryta carbonica 200 CH 3 gocce BID

6 ottobre 2008

Segue i due gatti per casa e appena li trova li lecca. Mentre il veterinario visitava il gatto lui era sempre li che leccava il gatto appena lo sentiva miagolare. Sta sempre molto vicino a noi e cerca la compagnia. Batte le palpebre sincronicamente col battito cardiaco.  Il suo umore cambia sensibilmente se portato fuori all’aria aperta.

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Carcinosinum 200 CH 5 gocce al giorno

3 Novembre 2008

Fa pipì in casa un giorno si e uno no, la fa nella sala dove c’è il cibo dei gatti e dove studia il proprietario, feci chiara bianca durissima per 3 giorni.

rep-sulphur

Sulphur 200 CH

30 Dicembre 2008

Congiuntivite + uveite all’occhio sinistro con scolo limpido, non purulento.

Leishmania IFT 1:320 (1:40); Ehrlichia canis IFT 1:128 (1:32)

3-tom-occhio-sx-21-gennaio

rep-phos

Rhus tox 15 CH 3 granuli 3 volte al giorno.

07 Gennaio 2009: migliormento netto

24 Gennaio 2009

VISITA SPECIALISTICA OFATMOLOGICA: DX occhio atrofico, cieco. SN: uveite. Pressione intraoculare 34-35 (12-20), presenza di sangue, ulcera corneale post glaucoma dovuta alla diminuzione della pressione della camera anteriore. Si dovrebbero dare fans locali o cortisonici per uveite ma non posso perchè c’è ulcera e aumentano PI. Suggerito COSOPT 1 goccia BID.

Calcarea fluorica 15 CH 3 granuli 3 volte al giorno

22 Febbraio 2009

Occhio tornato nella normalità.

Leishmania IFT 1:160 (1:40); Ehrlichia canis IFT 1:32 (1:32)

tom-03-02-09-2

Phosphorus 200 K 5 gocce 2 volte alla settimana

(dal WEB: Omeopatia Veterinaria)

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Mielopatia grave in un boxer

  • Caso clinico

Winkly è un Boxer maschio, nato il 29 settembre 2004. Giunge in studio con un forte deficit neurologico propriocettivo del treno posteriore. La deambulazione è fortemente incoordinata tra zampe anteriori e posteriori. Le zampe posteriori reggono a fatica il cane che si accascia senza alcun segno di dolore dopo pochi passi. I proprietari, disperati per la situazione, mi raccontano la storia di Winkly e mi mostrano le analisi clinico-diagnostiche effettuate da colleghi rigorosi e competenti.

  • ANAMNESI

All’età di 12 mesi a Winkly viene diagnosticata una cistite acuta trattata con metronidazolo senza nessun successo, seguito poi da un ciclo di cefalosporina. Il giorno seguente al trattamento con cefalosporine il cane viene trovato con paraparesi del treno posteriore. Viene subito sottoposto a trattamento con antidolorifici, ma senza risultato, tanto che dopo due mesi dall’inizio del primo trattamento antinfiammatorio, si nota una notevole perdita delle masse muscolari a carico degli arti posteriori e un altalenante miglioramento e peggioramento dei sintomi neurologici. Il  6 Gennaio 2006 viene effettuata la prima visita neurologica  e i primi esami ematochimici. Da questa visita e dagli esami non emergono dati confortanti per una diagnosi certa in quanto non ci sono segni neurologici che facciano sospettare una compressione midollare, neppure i referti ematochimici mostrano valori che possano suggerire un indirizzo diagnostico verso una patologia specifica. Il quadro neurologico in quel momento presenta una atassia posteriore, dismetria lieve anteriore e atrofia dei muscoli degli arti posteriori e dei muscoli para-spinali toraco-lombari. Emerge la necessità di indagare ulteriormente per escludere altre possibili patologie, mediante Risonanza Magnetica, biopsia muscolare, esame del Liquido cefalo-rachidiano ed esame sierologico ed ematochimico completo. A fine Gennaio 2006 e nei mesi seguenti vengono effettuate le analisi diagnostico-differenziali che mettono in evidenza diverse problematiche. Dal punto di vista neurologico Winkly non presenta alcun segno di patologia neurologica a carattere compressivo, infettivo-infiammatorio, neoplastico. La RM, l’elettromiografia e la mielografia con contrasto risultano negative, mentre la biopsia muscolare mostra una lieve ma presente atrofia neurogena cronica attiva. Non viene effettuato nessun trattamento terapeutico, tranne delle fisioterapia che impegna notevolmente i proprietari che sono fortemente motivati nonostante la situazione di Winkly stia peggiorando progressivamente. Nella tarda primavera 2006 Winkly viene punto da un insetto e l’edema anafilattico che ne segue viene trattato con un corticosteroide. Il giorno seguente la somministrazione del cortisonico Winkly presenta nuovamente un notevole aggravamento della sintomatologia neurologica con paraplegia e incontinenza urinaria. Vengono allora effettuate nuove indagini diagnostico-cliniche. Le analisi sierologiche indicano la positività a Toxoplasma gondii IgG 1:160 e la positività a Neospora canis IgG 1:1280. Sulla scorta di questi referti a Winkly vengono somministrati cicli ripetuti di clindamicina. A fine Agosto 2006 Winkly non ha avuto nessun miglioramento neurologico. Le analisi effettuate propongo un quadro di Mielopatia Degenerativa per la quale non esistono terapie efficaci, se non trattamenti che limitino il progredire della malattia (vitamine A e E, acido aminocaproico, corticosteroidi – utilizzo controverso – ed esercizio fisico atto a cercare di mantenere un tono muscolare accattabile). Inoltre la situazione è aggravata dalla positività a Neospora e Toxoplasma. I proprietari ricorrono alla visita omeopatica essenzialmente perché non esistono alternative terapeutiche

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  • Mieolopatia degenerativa

La Mielopatia Degenerativa è una malattia del midollo spinale a carattere progressivo e ingravescente, descritta per la prima volta nel Pastore tedesco nel 1973. La MD colpisce soprattutto animali adulti in età compresa tra i 5 e 14 anni, ma è diagnosticata con una certa frequenza negli animali più giovani. A tutt’oggi l’eziologia della malattia è sconosciuta. Tra le ipotesi eziopatogenetiche più accreditate vanno annoverate quelle che chiamano in causa carenze nutrizionali e meccanismo degenerativi immuno-mediati. L’ipotesi immuno-mediata della MD è supportata dal ritrovamento in cani affetti di alterate risposte cellulo-mediate, di un elevato numero di linfociti suppressor e di immunocomplessi circolanti, nonché di infltrati linfoplasmocitari in diversi organi. Alcuni Autori, infine, non scartano la possibilità che la MD sia una malattia neurodegenerativa a sviluppo tardivo su base genetica. Le lesioni istopatologiche si possono rinvenire su tutto il tratto del midollo spinale, ma interessando soprattutto le parti caudali del tratto toracico e e quelle craniali del tratto lombare. Le lesioni sono caratterizzate dalla degenerazione della sostanza bianca a livello dei fascicoli dorsolaterali e ventromediali, che interessa i fasci sia ascendenti che discendenti. Istologicamente il riscontro caratteristico è quello di degenerazione assonale con frammentazione e scomparsa dell’assone associata ad alterazione della guaina mielinica. Tale quadro è associato a gliosi e astrocitosi. La MD è una malattia caratterizzata da un esordio insidioso e da un decorso cronico progressivo che porta all’incapacità a deambulare il soggetto colpito. Il decorso della malattia, dal momento in cui vengono riconosciuti i sintomi, viene quantificato di norma in un periodo compreso tra i 6 e i 36 mesi, anche se la maggior parte dei cani colpiti viene sottoposto ad eutanasia dopo non più d 12 mesi dall’inizio della sintomatologia1. Il soggetto colpito viene riferito al veterinario perché il proprietario nota una lieve difficoltà alla deambulazione del treno posteriore. Queste disfunzioni iniziali testimoniano un disturbo delle funzioni propriocettive, che si caratterizza con ritardo nell’inizio di alcuni movimenti, dorsoflessione spontanea del piede con consumo eccessivo dell’unghia e dismetria degli arti posteriori. La valutazione della posture rivela un soggetto che, pur essendo in grado di sostenere il proprio peso, presenta evidenti alterazioni a carico degli arti posteriori, tenuti a volte abnormemente allargati o, al contrario, incrociati. La sintomatologia evolve nel tempo con una accentuazione delle disfunzioni propriocettive, che evolvono in una vera e propria atassia del tronco, caratterizzata da dismetria e ipermetria, abnorme circumduzione e incrociamento degli arti durante la deambulazione. Tali segni evolvono nel tempo fino a produrre la totale incapacità alla deambulazione e alla paraplegia. Di norma il paziente in questa fase viene sottoposto ad eutanasia ma, se viene mantenuto in vita, il cane può sviluppare nel tempo nel tempo segni progressivi anche a carico degli arti anteriori e del tronco cerebrale. La diagnosi eziologica della MD è una diagnosi neuropatologia post-mortem. Nell’animale in vita, la diagnosi clinica di MD si effettua sulla base dei dati di segnalamento, dell’anamnesi, dell’esame neurologico e sull’effettuazione di un rigoroso protocollo diagnostico volto ad escludere le altre malattie poste in diagnosi differenziale. Le categorie interessate nel processo di esclusione diagnostico-differenziale sono quella degenerativa (protrusioni discali, lesioni degenerative con successiva compressione del midollo), quella neoplastica (neoplasie primarie e secondarie del midollo spinale e dei corpi vertebrali), quella infiammatoria/infettiva (discospondilite, cimurro cronico).il protocollo standard di un paziente con sospetta MD si compone pertanto dell’esame del sangue, della mielografia del tratto toraco-lombare della colonna vertebrale, dell’esame del liquido cerebro-spinale (LCR), includendo inoltre la Risonanza Magnetica (RM) e l’esame elettromiografico.

  • Visita omeopatica

Winkly è tipicamente un boxer, quindi irruento, vivace, giocoso e festoso, a volte rissoso con gli altri cani, ma molto generoso nei confronti dei proprietari, ubbidiente ma testardo. Mangia di tutto e in modo vorace e a volte passa una giornata intera senza toccare cibo. Beve parecchio. E’ tendenzialmente molto eccitabile, basta stimolarlo a giocare che subito cerca di correre e aderire e accettare il gioco. Si dice infatti che il boxer muore giocando. E’ sempre desideroso di compagnia. Solitamente la sua struttura fisica lo rende un cane elastico ed atletico, ma Winlky è impossibilitato dalla sua malattia e fare ciò che desidera. Trascina gli arti posteriori e stenta a mettersi in piedi in modo autonomo (fig 4a, b). Non appena inizia a camminare presenta una andatura incerta e incrociata delle zampe e ricade sul posteriore senza forza. Solo quando è motivato (cibo o gioco) si alza ma si sostiene per pochi metri. E’ un soggetto essenzialmente caloroso. Winkly appare un cane equilibrato dal punto di vista comportamentale, ma fortemente condizionato dalla sua patologia che sembra non avergli intaccato la gioia di vivere, ma che sicuramente limita le sue possibilità. Come succede in alcuni casi, non ci sono molti sintomi peculiari, strani e bizzarri che caratterizzano il cane in modo omeopatico. Non mi rimane che attenermi ai sintomi obbiettivi. Sappiamo il Repertorio è una collezione di sintomi derivati dai provings umani e dalla clinica umana. Ma anche noi veterinari abbiamo ottimi risultati utilizzandolo. Ciò a cui dobbiamo fare attenzione sono e diversità specie-specifiche tra gli animali che curiamo. Infatti ci sono diversità etologiche, comportamentali, fisiologiche e anatomiche specie-specifiche e spesso anche all’interno delle differenti razze. Tenere in considerazione queste osservazioni è utile ai fini della scelta dei sintomi omeopatici e per una repertorizzazione appropriata. Ci sono sintomi che possono apparire peculiari, ma che in realtà, se prestiamo attenzione alle matrici etologiche, possono non assumere in modo così netto la caratteristica di specificità omeopatica, come riporta il collega Marc Bar in una sua interessante relazione. Il Dr. Bar riporta alcuni esempi. Il primo riguarda un cane in gravidanza isterica che pur non essendo gravida produce latte. Si potrebbe inquadrare questo sintomo come peculiare nella rubrica Chest, milk, non-pregnant woman. Ma se si analizza il comportamento dei lupi in libertà, questo fenomeno  è del tutto normale, in quanto solo la femmina alfa da alla luce i cuccioli, mentre tutte le altre lupe di rango inferiore contribuiscono con il latte al loro allevamento. Quindi, dice il collega, nella fisiologia del cane, questo sintomo perde la sua peculiarità omeopatica. Il secondo esempio riguarda sempre il cane ed analizza un sintomo che potrebbe sembrare peculiare per tutti i cani. Il sintomo che il Dr. Bar traduce nel repertorio è quello di un cane a cui piace essere accarezzato (like to be tickled, nel testo originale) e coccolato. E lo traduce con Mind, affectionate. A quanti cani non piace essere coccolato oppure accarezzato dal proprietario? Oppure, quanti cani non fanno le feste al ritorno dei proprietari dopo una vacanza? La risposta è che la gran parte della maggioranza dei cani mette in atto dei riti comportamentali che noi riconosciamo in modo antropocentrico come allegria del ritorno di persone care. Quindi i pochi cani che non manifestano questo sintomo e che non attuano nessun comportamento simile a quello descritto, invece si allontanano come disinteressati all’arrivo dei proprietari, possono ricadere nella rubrica Mind, dwells on past disagreeble accurrences. Inoltre, prosegue, dicendo che ciò che può essere peculiare in un cavallo che è un erbivoro monogastrico, può non esserlo in un gatto che è un carnivoro monogastrico. Oppure tra un cavallo e un bovino, erbivoro poligastrico con una socialità diversa dal cavallo. Oltre a queste considerazioni, noi veterinari ci troviamo anche nella posizione di dover ‘tradurre’ alcuni sintomi obbiettivi, nel linguaggio umano del repertorio, come negli esempi fatti precedentemente. Il Dr. Bar conclude che il Repertorio umano è assolutamente un punto di riferimento anche per noi medici di animali, ma che spesso il veterinario deve guardare al caso in modo assolutamente aperto e vincolato alle matrici comportamentali e fisio-anatomiche di ogni razza e specie, al fine di giungere ad una repertorizzazione coerente. I sintomi obbiettivi che scelgo per la repertorizzazione, rispondono essenzialmente ad una domanda, che nel caso di Winlky ritengo fondamentale: che cosa in questo momento è invalidante nella vita di questo essere vivente? Ci sono prima di tutto degli ostacoli alla cura o alla guarigione? Così prendo in esame questi sintomi repertoriali (Synthesis 8.0):

  1. GENERALS – ATROPHY / SINTOMI GENERALI – ATROFIA (20)
  2. GENERALS – MUSCULAR ATROPHY / SINTOMI GENERALI – ATROFIA muscolare (17)
  3. EXTREMITIES – EMACIATION / ESTREMITÀ – EMACIAZIONE (16)
  4. GENERALS – LOCOMOTOR ATAXIA / SINTOMI GENERALI – ATASSIA LOCOMOTORIA (43)
  5. EXTREMITIES – WEAKNESS – Lower limbs / ESTREMITÀ – DEBOLEZZA – Inferiori; arti (175)
  6. EXTREMITIES – INCOORDINATION / ESTREMITÀ – INCOORDINAZIONE (63)
  7. EXTREMITIES – INCOORDINATION – Lower limbs / ESTREMITÀ – INCOORDINAZIONE – Inferiori, arti (11)
  8. GENERALS – HEAT – sensation of / SINTOMI GENERALI – CALORE – sensazione di (203)

fig-5

PLUMBUM METALLICUM 30 CH – 5 gocce mattina e sera dinamizzate nell’acqua di bevanda.

  • Follow up

Dopo tredici giorni di terapia con Plumbum 30 CH si forma una neoformazione suppurante a livello del garretto destro (fig. 6), con fuoriuscita di materiale purulento e nauseabondo. Il linfonodo popliteo dell’arto destro è reattivo e aumentato di volume. Winkly è sereno come sempre, mangia con appetito e inizia a reggersi in piedi per periodi più lunghi. Continuo la somministrazione del medesimo rimedio omeopatico e faccio effettuare delle disinfezioni della cute con Echinacea T.M. in soluzione acquosa.

Un mese dopo l’inizio della crisi esonerativa la neoformazione si è riassorbita e rimane solo una reazione fibrotica che non suppura ne da dolore. In concomitanza con la remissione del sintomo esonerativi, Winkly ha avuto un peggioramento della sintomatologia neurologica. PLUMBUM METALLICUM 200 CH – 5 gocce al giorno dinamizzate nell’acqua di bevanda.

A questo punto mi viene riportato che Winlky non ha avuto più nessun miglioramento, rispetto alle fasi iniziali corrispondenti alla somministrazione di Plumbum 30 CH. Fa fatica a muore le gambe e si regge in piedi solo per pochi minuti. I proprietari notano che la postura del dorso è migliorata e la cifosi è del tutto scomparsa. Ma rimane una forte debolezza agli arti posteriori. I muscoli del treno posteriori sono ancora atrofici. Le gambe, a livello dei garretti si toccano una contro l’altra (fig. 7a, b). Alterna dei momenti in cui cammina e altri nei quali non riesce a farlo. Sembra ritornato come all’inizio della terapia omeopatica. Quando si alza da solo per camminare, perde urina. In questo ultimo periodo Winlky si eccita molto sessualmente. Rivedo la repertorizzazione.

  1. MALE GENITALIA/SEX – SEXUAL DESIRE – increased – easily excited / MASCHILI, GENITALI – SESSUALE, desiderio – aumentato – facilmente eccitato (12)
  2. EXTREMITIES – WEAKNESS – Lower limbs – standing, while / ESTREMITÀ – DEBOLEZZA – Inferiori; arti – stando in piedi (12)
  3. EXTREMITIES – KNOCKED together – Knees / ESTREMITÀ – SBATTUTE tra loro – ginocchia (12)
  4. EXTREMITIES – KNOCKED together – Knees – walking; while / ESTREMITÀ – SBATTUTE tra loro – ginocchia – cammina; mentre (1)
  5. EXTREMITIES – WEAKNESS – Lower limbs / ESTREMITÀ – DEBOLEZZA – Inferiori; arti (175)
  6. EXTREMITIES – EMACIATION – Lower limbs / ESTREMITÀ – EMACIAZIONE – Inferiori, arti (21)
  7. EXTREMITIES – CROSSED, when walking; legs / ESTREMITÀ – INCROCIANO, quando cammina; le gambe si (1)
  8. EXTREMITIES – MOTION – loss of power of / ESTREMITÀ – MOVIMENTI – perdita di controllo dei (17)
  9. GENERALS – NEUROLOGICAL complaints / SINTOMI GENERALI – NEUROLOGICHE, malattie (19)

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LATHYRUS SATIVUS 30 CH – 5 gocce mattina e sera dinamizzate in acqua di bevanda.

Boericke descrive così Lathyrus sativus: Colpisce il cordone laterale ed anteriore del midollo spinale. Non produce dolore. Affezioni paralizzanti degli arti inferiori; paralisi spastica; sclerosi laterale. Dopo influenza e deperimento, malattie che esauriscono dove c’è molta debolezza e pesantezza, lento recupero del potere nervoso. Andatura tremula, barcollante. Eccessiva rigidità delle gambe; andatura spastica. Le ginocchia battono l’ una contro l’ altra camminando. Mielite, con marcati sintomi spastici. Muscoli dei glutei ed arti inferiori emaciati. Rigidità e claudicatio delle caviglie e delle ginocchia, il dito del piede non lascia il pavimento, i calcagni non toccano il pavimento. Muscoli dei polpacci molto tesi. Il paziente si siede piegato in avanti, si raddrizza con difficoltà. Frequentemente, deve affrettarsi, altre volte urina involontariamente.

Morrison: Lathyrus è un rimedio importante per i disturbi neurologici, specialmente per le malattie neuro-degenerative. Vithoulkas ha dimostrato che lo stadio emozionale di questo rimedio è caratterizzato da una sensazione di essere intrappolato dalle circostanze. Il paziente nota una debolezza che solitamente inizia alle gambe. Debolezza progressiva degli arti posteriori. Sbatte le ginocchia camminando.

Clarke Gli arti inferiori sono colpiti da anestesia e paralisi motoria. Cavalli alimentati con Lathyrus sativus presentavano sintomi paralitici alla gambe, i sintomi peggioravano con il freddo e l’umido. E’ senza dubbio un ottimo rimedio per problemi spinali. Incontinenza urinaria. Paraplegia progressiva, emaciazione dei muscoli glutei mentre i muscoli degli arti superiori rimangono normali, estensione e abduzione della gambe normale, ma difficoltà alla flessione. Camminata incerta e in coordinata, a volte incrociando le gambe tra loro.

Otto giorni dall’inizio della seconda prescrizione, ricevo una e-mail:

Gentile Dott. Bettio, Winkly in questi giorni si dà più da fare: mi ha sbigottito di punto in bianco si è alzato ed ha girato per la stanza tranquillo è venuto a salutarci, poi è tornato al suo posto contento. Dottore se è ancora disponibile, vorrei che mi desse informazioni più ampie sul Lathyrus.

Alla visita di controllo dopo un mese di terapia, trovo che Winlky sta facendo grandi progressi, adesso ha voglia di lavorare. Ho contattato la fisioterapista e dopo aver guardato il comportamento di Winkly e, dopo alcuni massaggi, ha provato a mettere il cane sul tapis-roulant, rendendosi che era pronto per lavorare. La proprietaria riferisce che: L’utilizzo di gocce di Lathyrus sativus hanno aiutato molto Winkly, infatti, grazie a queste, sta rafforzando il treno posteriore. Non mi sembra vero, è un sogno. Rimetteremo in piedi Winkly e, grazie alla mia caparbietà, al lavoro svolto (fisioterapia ed esercizio) e alle sue cure, potremo farcela, ne sono certa.

A soli tre mesi dall’inizio della somministrazione di Lathyrus s., Winkly lavora molto e giorno dopo giorno posso rilevare gli effetti della terapia, piccoli passi, ma significativi. E’ il solito giocherellone, è sereno, ha voglia di lavorare, mangia e adesso si sente anche più sicuro di sé: nel loggiato di casa ha ripreso il suo atteggiamento come quello di un cane da guardia. Si regge bene sulle zampe posteriori, che hanno assunto anche una normale tonicità muscolare. Riesce a percorrere ogni mattina e ogni sera 1 km a piedi senza problemi. Quando è stanco del lavoro, cammina in modo poco coordinato, ma migliora sempre di più la forza di resistenza sulle zampe posteriori. Faccio ripetere gli esami sierologici, dai quali risulta che il titolo anticorpale di Neospora è diminuito a 1:512.

  • Conclusioni

Questo caso aneddotico, mostra in modo evidente come l’omeopatia possa aiutare in modo incoraggiante anche animali colpiti da patologie neurologiche a carattere degenerativo. Il rimedio scelto in base a sintomi invalidanti per l’animale in quel momento e obbiettivamente rilevabili, ha portato l’animale stesso, non solo a mantenere uno stato di benessere accettabile, ma inoltre ad un miglioramento clinico della sintomatologia neurologica. Il lavoro dei veterinari in omeopatia è spesso complicato dall’interpretazione dei segni clinici che devono essere tradotti nella lingua umana del Repertorio. Fortunatamente i nostri animali esprimono il più delle volte in modo sincero il loro disagio, che se colto con obbiettività, può portare alla prescrizione di una terapia efficace anche in corso di patologie croniche progressive a carattere degenerativo, per le quali non esistono terapie specifiche e che portano inesorabilmente i nostri animali verso l’eutanasia.

  • Bibliografia

1.      Averill, DR (1973) Degenerative mielopathy in the aging German Shepard dog: clinical and pathological findings. JAVMA 162: 1045-1051.

2.      Clemmons RM (1192), Degenerative Mielopathy – Vet Clin N am – Small Animal Pract 22:965-971.

3.      Waxman FJ, Clemmons RM, Hinrichs DJ (1980) Progressive mielopathy in older German Shepard dog. Presence of circulation soppressor cell. J Immunol 124:1216-1222.

4.      Braund KG, Vandevelde M (1978). German Shepard dog mielopathy – a morphologic and morphometric study. Am J Vet Res 39: 1309-1315.

5.      Johnston PE, Barrie JA, Mc Culloch MC et al. (2000) Central nervous system pathology in 25 dogs with chronic degenerative radiculomielopathy. Vet Rec 146:629-633.

6.      Ruax CG, Coates JR, March PA, Williams DA (2003) Analysis of oligoclonal banding in CSF and serum from dogs with degenerative mielopathy (abs) Journal Vet Int Med 17:401-402

7.      Bär Marc, The Genesis of the Veterinary Repertory (Zurig, 2001) www.hpathy.com

8.      Boericke W., Pocket Manual of Homeopathic Materia Medica, Encyclopaedia Homeopathica

9.      Morrison G., Manuale Guida ai sintomi chiave e di conferma. Galeazzi Ed, 1998.

10.  Clarke J.H., Dictionary of Practical Materia Medica, Encyclopaedia Homeopathica.

(fonte: Omeopatia Veterinaria)

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