Inserito da: olikos | 3 Novembre 2009

Il Premio Nobel Prof. Luc Montagnier sulle alte diluizioni

Nobel Prize winner reports effects of homeopathic dilutions

In a recent study Professor Luc Montagnier, a French virologist who co-discovered HIV and who won the Nobel Prize in 2008, and his team report the results of a series of rigorous experiments investigating the electromagnetic properties of highly-diluted biological samples.

The study demonstrates that some bacterial DNA sequences are able to induce electromagnetic waves at high aqueous dilutions. It appears to be a resonance phenomenon triggered by the ambient electromagnetic background of very low frequency waves. The researchers used aqueous solutions that were agitated and serially diluted (the researchers note that the solutions were ’strongly agitated’ and that this step was ‘critical for the generation of signals’). In other words homeopathic potencies, although the word ‘homeopathy’ is not mentioned in the article.

The researchers found that pathogenic bacteria and viruses show a distinct electromagnetic signature at dilutions ranging from 10^-5 to 10^-12 (corresponding to 5D to 12D) and that small DNA fragments (responsible for pathogenicity) were solely accountable for the electromagnetic signal. The researchers also noted that one experiment found significant effects from dilutions as high as 10^-18 (equivalent to 18D).  The electromagnetic signature changed with dilution levels but was unaffected by the initial concentration and remained even after the remaining DNA fragments were destroyed by chemical agents.

They observed that the electromagnetic signal was destroyed by heating or freezing the sample. Also, a ‘cross-talk’ effect was found whereby a negative sample inhibits the positive signal in another sample if they are left together overnight in a shielded container. The researchers propose that specific aqueous nanostructures form in the samples during the dilution process and are responsible for the electromagnetic effects measured.

The researchers also detected the same electromagnetic signals in the plasma and in the DNA extracted from the plasma of patients suffering from Alzheimer disease, Parkinson disease, multiple sclerosis, and rheumatoid arthritis.

This study is an important contribution to the growing evidence base in fundamental research with direct relevance to homeopathy.

Reference
Montagnier L, Aissa J, Ferris S, Montagnier J-L, Lavallee C (2009). Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences. Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences1: 81-90.

[direct link to the paper at the ECH website http://www.homeopathyeurope.org/downloads/MontagnierElectromadneticSignals.pdf

Inserito da: omeopatiaebiologico | 7 Ottobre 2009

30 Ott 1 nov 09 incontro sulla “sofferenza animale”

Associazione Inmetamorfosi
Via del Fosso Vecchio n° 20 Ospedaletto (PI)
QUESTIONE ANIMALE, QUESTIONE MORALE
Radici e frutti della sofferenza animale
con Marco Verdone, medico veterinario
Incontro introduttivo: Venerdì 30 ottobre 2009 (ore 21.00)
Seminario: Domenica 1 novembre 2009 (ore 9.30-13.00 # 14.30-17.30)
La nostra relazione con gli animali è contraddistinta da
elementi di ambiguità, da eccessi e da sfruttamento.
La questione animale (in quest’occasione intesa soprattutto
come rapporto con i viventi da cui traiamo alimento e
profitto) è un delicato punto di incrocio rispetto a come
interagiamo con tutto ciò che ci circonda.
Si tratta di una questione spinosa che riguarda gli animali,
le risorse del pianeta, la salute e il futuro dell’umanità.
Questo incontro vuole rappresentare solo una tappa del
percorso di riflessione su un problema aperto e di difficile
risoluzione.
Gli incontri sono aperti a tutti e avranno un carattere interattivo e di confronto.
Verranno proiettati filmati come documentazione e spunto per discutere.
Per informazioni:
Associazione Inmetamorfosi
Mail: paolo.cini62@alice.it
Gianna Fiorelli tel. 349 28 27 314
Il seminario è a offerta libera.
Pranzo condiviso con il cibo che ognuno vorrà portare.
Si prega di comunicare la partecipazione.
Marco Verdone
Medico veterinario omeopata, lavora da 20 anni nella Casa di
Reclusione dell’isola di Gorgona (LI).
È autore del libro “IL RESPIRO DI GORGONA – Storie di uomini,
animali e omeopatia nell’ultima isola carcere italiana”
Mail: marco.verdone@tele2.it
Tel. 347 36 25 185

ZOOTECNIA BIOLOGICA, ADOTTATO TESTO BASE
07-10-2009 17:00  da Amnvi oggi
La Commissione Agricoltura del Senato ha adottato un nuovo testo base, che
riunisce le proposte dei legge De Castro e Sanciu. Il testo, sul quale sul
quale si prospetta un ciclo di audizioni, contiene “Nuove disposizioni per
lo sviluppo e la competitività della produzione agricola ed agroalimentare
con metodo biologico”.

L’articolato interviene anche sulle produzioni animali e sulla disciplina
dell”impiego negli allevamenti condotti con metodo biologico di prodotti
omeopatici destinati alla profilassi ed alle cure veterinarie. La
Commissione ha stabilito di procedere alla presentazione degli emendamenti
solo dopo le audizioni.

La produzione biologica, si legge nel testo persegue fra gli altri obiettivi
l’adozione di metodi di produzione che “contribuiscano al benessere degli
animali”. Le produzioni animali sono così disciplinate all’articolo 16 del
Testo Unificato:

1. Nelle more dell’emanazione di norme comunitarie di produzione, per le
specie zootecniche non disciplinate a livello europeo, sono adottati con
decreti del Ministro, entro centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, appositi disciplinari di produzione,
etichettatura e controllo, nonché le regole private accettate o riconosciute
dal Ministero, sentito il Comitato consultivo di cui all’articolo 6 e
acquisito il parere della Conferenza Stato-regioni.
2. Con decreto del Ministro, sentito il Ministro della salute e il Comitato
consultivo di cui all’articolo 6, da adottare entro centoventi giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, è disciplinato l’impiego
negli allevamenti condotti con metodo biologico di taluni prodotti
omeopatici destinati alla profilassi ed alle cure veterinarie.

Inserito da: omeopatiaebiologico | 25 Luglio 2009

Importante denuncia di Medicina democratica sull’Arsenico a Velletri

Vista l’importanza del tema, abbiamo chiesto all’associazione nazionale di medici “Medicina democratica” di valutare l’avviso diffuso dal Comune di Velletri, da Acea Ato 2 e dalla Asl RM H in relazione alla presenza dell’arsenico, del fluoro e del vanadio nell’acqua di Velletri.

L’informazione è stata giudicata parziale, falsa e illegale. Vi preghiamo quindi di riportare integralmente la valutazione indipendente dell’associazione di medici, che lanciano l’allarme sulla situazione dell’acqua nella nostra città.

Il comitato vigilerà da vicino la situazione, denunciando tutte le eventuali omissioni, a tutela della salute della nostra città.

COMITATO ACQUA PUBBLICA VELLETRI

—-

Comunicato/ Rischio dell’Arsenico a Velletri e falsa informazione in ACEA ATO2

In merito all’ Avviso alla cittadinanza pubblicato dal Comune di Velletri sottoscritto insieme ad ACEA ATO2, Segreteria Tecnico Operativa di ATO2 e ASL RMH del 6 luglio 2009 dove si sostiene che la deroga richiesta è stata concessa dalla Regione Lazio affinché le concentrazioni degli elementi tossici Fluoro, Arsenico, Vanadio possano salire rispettivamente a:

- Fluoro fino a 2,5-3 mg/ litro

- As fino a 50 microgrammi/ litro

- Vanadio fino a 100 microgrammi/ litro

e che “è importante evidenziare che i nuovi limiti sono estremamente cautelativi e il loro superamento entri i valori massimi ammissibili non provoca effetti acuti”…

Ricordiamo alla popolazione

che il decreto legge n. 31 del 2001, entrato in vigore a dicembre del 2003, stabilisce i criteri che deve avere l’acqua per essere destinata al consumo umano, cioè potabile.
L’acqua deve essere salubre e pulita e non contenere nessuna sostanza in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

Dalla fine del 2003, in teoria, l’acqua potabile dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto.

Il Decreto legislativo n. 31 del 2001 fissa una serie di parametri molto restrittivi per i veleni che possono provocare danni alla salute. Ma ecco l’inghippo: i gestori idrici hanno chiesto, tramite le regioni, di poter distribuire in taluni casi acqua “non potabile”, grazie a un decreto specifico che consente di alzare temporaneamente i limiti previsti per talune sostanze tossiche. L’inghippo si chiama “deroga”, prevista dalla Comunità Europea in casi eccezionali (Direttiva 98/83/CE), per periodi limitati di tempo e a condizioni ASSOLUTAMENTE non aggirabili in nessun modo qualora se ne faccia uso. La normativa per il rilascio delle “deroghe” esige che:

A.     La deroga non rappresenti un rischio per la salute umana

B.     L’ approvvigionamento delle acque potabili non possa essere mantenuto nella zona con altro modo congruo.

C.     La deroga abbia durata più breve possibile, non superiore ai tre anni (rinnovabile solo due volte).

In particolare la normativa sulle deroghe prevede che

1.      La popolazione sia informata preventivamente in modo esauriente sulle condizioni attuali dell’acqua in relazione alla sua potabilità.

2.      La popolazione sia informata immediatamente, qualora l’acqua NON sia più potabile, in quanto siano stati superati i limiti previsti per legge dalla Comunità Europea e accettati dall’Italia tramite la suddetta legge, attraverso pubblici avvisi spiegando dettagliatamente i danni alla salute in cui può incorrere non solo in acuto, ma soprattutto a DISTANZA e dunque per intossicazione CRONICA come tumori e malattie degenerative..

3.      La popolazione sia informata accuratamente che per poter erogare l’acqua comunque, anche se NON potabile, deve essere richiesta una deroga valida solo per 3 anni, che viene concessa dunque SOLO per ragioni di grave impossibilità a fornire acqua potabile nei limiti di Legge, rinnovabile per motivi ancora più gravi o gravissimi solo altre due volte

4.      La popolazione sia informata che il Gestore ha l’OBBLIGO di instaurare contestualmente tutte le azioni indispensabili per restituire all’acqua la potabilità riportando gli inquinanti entro i limiti di Legge nel tempo più breve possibile.

5.      La popolazione sia informata che qualora il Gestore ritardi o non metta in atto tutte le procedure realizzando gli investimenti necessari sarà sanzionato dalla UE , multe che pagheremo ancora noi cittadini con i nostri soldi.

Ricordiamo alla popolazione che cosa sia l’Arsenico e come siano nate le “deroghe”
«Nella Toscana meridionale sono stati raccolti alcuni campioni di acqua potabile con concentrazione di Arsenico superiore al limite consentito dalla normativa vigente», ammette Mario Dall’Aglio, già docente di Geochimica ambientale alla Sapienza di Roma. «Una deroga è stata concessa, consecutivamente per quattro anni, dalla Regione Toscana e in parte nel Lazio. Deroghe di questo tipo sono una vecchia consuetudine italiana», dice Dall’Aglio, «ma nel passato sono state applicate per sostanze con tossicità non elevata e in assenza di effetti marcatamente cronici (ad esempio, per i fitofarmaci). Oggi sappiamo bene che l’assunzione di Arsenico può indurre rischi alla salute davvero gravissimi e irreversibili come tumori interni, con periodo di latenza anche superiore ai10-15 anni».

Non ci risulta ad oggi che nessuna di queste condizioni in relazione alla informazione dovuta e agli conseguenti all’inquinamento da Arsenico siano state rispettate dal Comune di Velletri, prima,e da ACEA ATO2 subentrata poi nella gestione dell’acqua di Velletri.

Denunciamo pertanto questo Avviso pubblico come:

  • parziale perché nasconde la vera informazione prevista per Legge dalla Comunità Europea: la popolazione non è mai stata informata nei modi e nei tempi previsti dalla Legge in vigore dal dicembre del 2003;
  • falso perché volutamente fa credere alla popolazione che i danni attesi da questi tossici siano quelli acuti, quando tutta la letteratura scientifica mondiale (e la legislazione europea) lancia da sempre l’allarme sui danni non tanto per l’esposizione acuta, quanto piuttosto a distanza per contaminazione cronica. Il vero rischio dell’ìnquinamento è cronico, infatti la UE prevede un limite massimo dell’As a 10 microgrammi litro e l’OMS sta pensando di abbassarlo ulteriormente in quanto l’Arsenico è in classe 1 per i tumori (= rischio massimo); inoltre non è previsto da nessuna Legge che i cittadini dei territori vulcanici debbano per forza bere acqua arsenicata;
  • illegale perché realizzato non secondo i criteri previsti dalla Legge italiana ed europea in merito alle comunicazioni sul tema da riservare ai cittadini:
  • illegittimo in quanto l’Italia ha preso un impegno etico solenne aderendo, come Paese che fa parte dell’ONU, al Patto del CESCR.

“I Paesi che hanno aderito al Patto del CESCR (Pacte relatif aux droits économiques et culturels en novembre 2002) avranno l’obbligo di rispettare, proteggere e soddisfare il diritto delle persone a bere una acqua sana. L’obbligo di rispettare tale diritto impone agli Stati aderenti al Patto di impedire la messa in opera di pratiche che portino all’ostacolo del godimento di questo diritto attraverso:
- pratiche condizionanti l’accesso a l’acqua POTABILE in modo equo;

- polluzione illegale dell’acqua da scarichi effettuati grazie alla mancanza di strutture di controllo dello Stato.”
(Nota bene: tra i Paesi che hanno aderito è inclusa l’intera Europa prima dell’allargamento.)

Cittadini di Velletri,

come vedete i due versanti sono delineati con nettezza: da una parte dobbiamo avere il diritto all’accesso ad una quantità equa pubblicamente controllata di 50 litri d’acqua gratis al giorno, dall’altra è indispensabile il diritto ad avere garanzie sulla qualità equa, come previsto dall’ONU e dall’OMS, che per essere tale, anche in questo settore deve essere pubblicamente controllata . Ma i due versanti in questione riguardano la stessa goccia. Ergo, il diritto non è garantito non solo se manca l’acqua, ma anche se l’acqua di fatto non è assolutamente potabile!

Invitiamo pertanto con fermezza i firmatari:

  • a ritirare immediatamente questo Avviso in quanto pericoloso per la salute pubblica e sostituirlo immediatamente con un Avviso e con una Campagna informativa corretta realizzata rigorosamente a norma di Legge;
  • a rinunciare ad ogni ed ulteriore deroga considerato che la presente è già stata chiesta per il limite massimo possibile per l’Arsenico di ben 50 microgrammi/l;
  • a varare subito tutti gli investimenti necessari per eliminare definitivamente l’inquinamento da As e rientrare al più presto nei limiti dei 10 microgrammi/ litro previsti per Legge.

Medicina Democratica

Pubblicato da Comitato Acqua Pubblica Velletri a 3.23

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Inserito da: omeopatiaebiologico | 25 Luglio 2009

Acqua all’arsenico, bollette alle stelle

Un acceso dibattito sulla proposta di iniziativa popolare presentata dal Comitato Acqua Pubblica Velletri

 

Il Pdl si astiene, il Pd vota No, solo quattro consiglieri approvano l’iniziativa. «Un giorno triste per la democrazia a Velletri» è il commento di Andrea Palladino

Stefano Corradi

(Velletri – Attualità) – Giovedì infuocato al Consiglio Comunale di Velletri. Al punto due dell’ordine del giorno c’era in discussione la proposta di iniziativa popolare presentata dal Comitato Acqua Pubblica Velletri, per un ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico. Appuntamento importante vista anche l’arsura di questi giorni che ha causato non pochi problemi a cittadini e residenti che si sono visti senza acqua per molte ore. Un folto pubblico ha partecipato alla discussione, appuntamento alle 16:30 presso il Palazzo comunale in Piazza Cesare Ottaviano Augusto. Faceva caldo all’interno dalle sala consiliare e l’argomento, quello dell’acqua, non ha aiutato di certo a spegnere gli animi ai promotori dell’iniziativa. Dopo la discussione di alcune mozioni presentate da diversi consiglieri, prende la parola Andrea Palladino, del Comitato Acqua Pubblica Velletri che dal banco della giunta ha evidenziato i punti delle loro proposta, iniziando il suo discorso con: «si scrive acqua, si legge democrazia». Palladino ha sviscerato gli accordi mancati, le mancate gare d’appalto che hanno concesso all’Ato2 di avere una posizione monopolistica nella gestione, di come Acea non abbiamo mantenuto e rispetto il contratto e di come la rete di distribuzione sia obsoleta e a colabrodo per i mancati interventi e finanziamenti. Poi si ferma, prende un bicchiere d’acqua, sorseggia e dice: «questa è acqua proveniente dalla sorgente del Simbrivio, una delle poche a non essere contaminata con l’arsenico». I disservizi sono tanti e la popolazione vive per giorni interi senza acqua. «Nel centro della città alcune famiglie si trovano senza acqua per 20 ore, mentre la tariffa dal 2008 è aumentata arrivando a superare quella di Roma». Palladino ha espresso le preoccupazioni e le lamentele delle oltre 900 persone che hanno firmato con lui la proposta. 900 persone, 900 famiglie che ogni giorno devono stare senza acqua che esce dai rubinetti.

La presentazione è stata ascoltata da tutti i consiglieri e assessori con attenzione, in particolar modo dall’Assessore con delega alla gestione dei rifiuti e rete idrica Sandro Moretti che ha etichettato la proposta dell’acqua «una buona diagnosi, di cui noi condividiamo al 100%, ma la terapia che propongono non è assolutamente possibile». Tutti i consiglieri che sono intervenuti alla discussione hanno fatto i complimenti al Comitato, alcuni hanno dichiarato addirittura che: «meno male che c’è Palladino e i suoi, altrimenti sarebbe necessario inventarli. Li ringraziamo per aver permesso al Consiglio comunale di discutere su un tema così importante». Tutti complimenti che sembravano come i baci dell’assassino prima di sferrare il colpo finale alla sua vittima. Tanti complimenti che alla fine di un estenuante consiglio, durato oltre le nove ore, non ha visto premiare l’iniziativa popolare.

Dalla destra arrivano le accuse alla giunta Servadio di non aver controllato l’operato dell’Acea e di non opporsi all’aumento della tariffa. Secondo Gianni Cerini (Pdl) «l’Amministrazione non ha rispettato l’accordo. Quando c’eravamo noi al governo della città, l’acqua c’era ora non più». Altri interventi puntano il dito sulla rete fatiscente, secondo Giancarlo Righini «è necessario rifare tutto l’acquedotto e il Comune non sarebbe in grado di farlo senza l’aiuto dell’Acea. Ci sono dei problemi oggettivi che qualsiasi sia il gestore sarà difficile da risolvere». Per Sergio Andreozzi (Sinistra l’Arcobaleno) affidare il servizio ad Acea «è stato un grande errore, e gli unici a rimetterci sono i cittadini». Per Fabio Taddei (Pd), gli elementi nocivi alla salute «hanno gli stessi valori degli ultimi anni, il problema è che i recepimenti dell’Unione Europea hanno modificato il valore minimo consentito». Secondo l’esponente Pd, nonché dottore in scienze biologiche, nella nostra acqua i dati dicono che: «c’è una quasi totale eliminazione del vanadio, è migliorato di molto il fluoro, resta il problema dell’arsenico, ma migliora leggermente». Vincenzo Bagaglini accusa il Pdl di aver votato loro il prezzo della tariffa durante la precedente amministrazione Cesaroni. Gianluca Trivelloni (Udc) ha ringraziato il comitato per il lavoro e nel suo intervento critica aspramente la giunta Servadio e la maggioranza in consiglio. «La proposta non dice di uscire da Acea, non c’è scritto da nessuna parte».

Interviene a questo punto il Sindaco Servadio che invita i consiglieri a votare secondo coscienza senza alcun “diktat” politico imposto dall’alto. «Abbiamo realizzato il pozzo di Poggidoro, abbiamo fatto l’acquedotto ma l’acqua non arriva. Non pensiate che io batta le mani ad Acea, quando andiamo alle riunione dell’Ato, ma la nostra può essere solo una battaglia politica, non possiamo uscire all’Ato2 ed invito i cittadini a continuare a pagare». Ritorna al microfono Palladino che accusa la sala di non ascoltare: «noi non abbiamo mai detto di uscire da Acea, né di non pagare le bollette, ma di creare un consorzio tra i comuni dei Castelli Romani e di contestare le bollette, un diritto sacrosanto. È un giorno triste per la democrazia a Velletri» ha concluso.

 

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